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Salute & Benessere

30.06.2020

Bisogna essere liquidi

Quante volte l'abbiamo sentito dire? Il corpo umano è composto per il 70 per cento di acqua e bisogna bere anche quando non si ha sete, perché la sete è uno stimolo che, rispetto ad altri bisogni primari dell'organismo, arriva in ritardo e si rischia la disidratazione. La raccomandazione ha fondamento scientifico: nel corpo umano non sono presenti scorte di acqua, pertanto idratarsi significa garantire il corretto scambio e bilanciamento fra assunzione e eliminazione, che avviene soprattutto attraverso le urine e il sudore (in cui si trovano sali minerali come sodio, cloro, magnesio e potassio).Normalmente beviamo circa 1,5 litri di acqua al giorno, ma se non si assume volontariamente acqua a sufficienza, l'organismo rimane disidratato e incomincia a funzionare male. La disidratazione è molto pericolosa. Idratarsi significa mantenere la temperatura corporea nella norma, preservare elastiche e compatte cute e mucose, produrre saliva e il film lacrimale dell'occhio, mantenere sani tutti i sistemi idraulici come sangue e linfa, oltre a lubrificare articolazioni e tessuti molli.

DISIDRATAZIONE: COME RICONOSCERLA

Il primo segno di carenza di acqua nell'organismo è ovviamente la sete, ma campanelli di allarme di una lieve disidratazione sono cefalea, perdita di concentrazione, irritabilità, insonnia e aumento della temperatura corporea. Una disidratazione più grave può provocare aumento della frequenza respiratoria, senso di malessere generale fino ad affaticamento del cuore e alterazioni cardiovascolari. Naturalmente anche poca quantità di pipì durante la minzione o colorito scuro delle urine possono indicare disidratazione, così come la secchezza delle labbra e della pelle. Altri sintomi sono l'insorgenza di crampi muscolari e calo di peso.

TIPI DI DISIDRATAZIONE

Esistono tre tipi di disidratazione:

1) la disidratazione isotonica quando la perdita, sia di acqua che di sali minerali, avviene in quantità analoghe attraverso diarrea, vomito e sudorazione intensa;

2) la disidratazione ipertonica quando l'introito dei liquidi non riesce a reintegrare le perdite, per cui l'eliminazione di acqua è maggiore rispetto a quella dei sali minerali; un disturbo comune nelle persone affette da diabete;

3) la disidratazione ipotonica quando si perdono più sali minerali rispetto all'acqua e si hanno ansia, astenia, palpitazioni, vertigini e blocco della sudorazione: una risposta protettiva che porta problemi di termoregolazione causando il cosiddetto colpo di calore.

COSA FARE

L'acqua e una dieta ricca di frutta e verdura sono molto utili per prevenire la disidratazione, ma quando è già insorta o è probabile che faccia la sua comparsa, è molto meglio sorseggiare bevande appositamente formulate. L'integratore ideale deve essere isotonico o leggermente ipotonico, dal sapore gradevole. La maggior parte degli sport drink rispetta questa direttiva (l'aggettivo bevanda «isotonica» o «isosmolare» è riportato in etichetta). Ipotonica: fluidi, elettroliti ed un basso contenuto in carboidrati. Garantisce rapida reidratazione, ma poca energia.Isotonica: fluidi, elettroliti ed un 6-8% di carboidrati. Assicura una rapida reidratazione ed energia.Ipertonica: elevato contenuto in carboidrati, ma scarsa e lenta reidratazione, ma elevata energia.Gli integratori salini in polvere da mischiare all'acqua, vanno sempre aggiunti nei dosaggi riportati in etichetta.Tuttavia, una sana e gustosa bevanda reidratante si può preparare anche semplicemente miscelando 5 cucchiai di zucchero per ogni litro d'acqua aggiungendovi un pizzico di sale e 100 ml di succo d'arancia concentrato. In ogni caso, durante l'estate la disidratazione va sempre prevenuta, bevendo acqua spesso e a piccoli sorsi.

I SINTOMI DELLA DISIDRATAZIONE:

1) Sete 

2) Crampi muscolari

3) Debolezza generale

4) Calo del peso corporeo

5) Diminuzione della diuresi con urine di colore scuro

6) Secchezza di labbra, mucose e pelle

7) Infossamento dei bulbi oculari

8) Aumento della frequenza cardiaca

9) Mancanza di lacrime nel pianto

10) Compromissione delle attività sensoriali

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