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09.09.2015

Il Vacamòra al Brennero E subito parte la òla

La posta della Olga
La posta della Olga

«Il sindaco Tosi, ieri al Brennero per solidarizzare col presidio della Coldiretti che protestava contro la Ue, colpevole di non difendere la nostra agricoltura, - scrive la Olga - ha trovato el Vacamòra, anche lui, come i colleghi allevatori, danneggiato dal latte austriaco e dai salumi tedeschi, che una volta al di qua della frontiera vengono venduti come prodotti italiani. Il Vacamòra, arrivato col suo trattore, ha tirato fuori dal portafoglio la foto della sua vacca, Stella, e del suo porsèl, Pig-Malione, provocando un'ondata di commozione. "Èlo giusto - ha detto - che mi no riéssa a vèndar el late e i salami parché i cruchi i me fa concorensa falsificando el marchio medi in Italy?».«Subito è partita una òla a favore del Vacamòra, che a quel punto ha tirato fuori anche le foto di sua moiér, la Bruna Razza Alpina, e dei suoi fiói, Bifo e Òlco, e questo gli è bastato per dilapidare in un attimo il credito di gloria che aveva accumulato. Quella dei prodotti italiani taroccati, come, ad esempio, il parmigiano reggiano, la pasta e il Recioto, l'è 'na storia vècia. Ma finché i responsabili sono gli americani, i giapponesi, i cinesi e gli australiani, più di ostiare (mai più si va coi trattori alla Casa Bianca) non si può fare, ma se a danneggiare la nostra agricoltura è la Ue, che dovrebbe invece fare in modo che i Paesi membri non si ciàvino l'un l'altro, bisogna dàrghe 'na bela scorlàda ai burocrati di Brussèl, come dice il mio Gino».«Ma bisogna fare altrettanto (a questo ci pensano i Nas) a quei produttori italiani, tra cui alcuni veronesi, che comprano i formaggi e i salumi tedeschi e poi li rivendono con il proprio marchio. Il mio Gino dice che dalle nostre parti ci sono produttori che comprano in Svizzera camionate di formàio coi busi, stùpano i busi e lo rivendono come formàio di malga dei nostri pascoli. La notizia che il torbolìn del bareto sia in realtà polacco sta scuotendo gli avventori nonostante l'oste Oreste abbia giurato su una bottiglia di graspa che lo va a comprare dall'Alfio Pestalùa che ha le vigne alle Caroèrse. Il mio Gino dice che a mettere in giro 'ste ciàcole è il cinese Tan detto Tano. Per burla, non per cattiveria».o

Silvino Gonzato
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