15 settembre 2019

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La Posta

17.12.2018

Via dalla pazza folla
Non è più la nostra città

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Silvino Gonzato Stare in mezzo alla confusione - scrive la Olga - non mi è mai piaciuto, e in questi giorni in città ce n’è troppa. Tutta questa gente che si accalca per i banchéti de Nadàl mi fa paura. Solo a pensarci mi manca il respiro, divento paonàssa come el còl de un pito. E dopo quello che è successo martedì a Strasburgo mi dico che c’è una ragione in più per stare alla larga dal casìn. Ma a parte i terroristi che, ’sti maledetti, i s’à sveià dopo che paréa che i avesse sbassà le réce, adesso ci sono anche quelli dello spray al peperoncino. Abbiamo visto cos’è successo alla discoteca di Corinaldo, in provincia di Ancona: sei morti per un delinquente che, per aver spruzzato il peperoncino, ha scatenato il panico. Ci dicono che a Verona tutto va ben, che ci sono i niù gèrsi anti-sfondamento, che c’è un fottìo di agenti in divisa e in borghese, ma come si fa a perquisire decine di migliaia di persone per vedere se hanno addosso bombolette o altro? Anche lo spray usato per difesa può scatenare il finimondo: uno el sìga, l’altro el sìga, quelli intorno i sìga, uno el scomìnsia a scapàr spintonando e tuti i scapa sigàndo, spintonàndo e bussonàndo perché ignorano che il trambusto è stato causato solo da una bomboletta. «Dov’èlo el butìn?» «Ciàpa in brasso el butìn». «Ghe l’ò». «No, t’è ciapà in brasso la nona». «Odìo, dov’èlo el butìn?» e tuti i córe da ’na parte e da l’altra pestàndoghe adosso a quei che casca in tèra. Se ghe penso me vièn le terìssie. Insomma ci sono tante ragioni per non stare tra la folla, per starsene a casa o andare altrove. «Ve saluto, vago all’Atollo de Moruri» ha detto al bareto el ragionier Dolimàn. «Ve saludo, vago al Vago» ha detto el Tegolina. Avevamo una città vivibile, la amavamo anche per questo e adesso ci tocca scappar via, evitarla nel periodo dell’anno in cui la sentivamo ancora più nostra, e questo perché una politica ingorda e insensata dell’abbuffata di turisti a tutti i costi, turisti in gran parte strassi, ce l’ha resa inavvicinabile e ostile. «E noaltri dove andémo?» mi fa il mio Gino. «Dove vuto che andémo. A ramengo» gli rispondo delusa e amareggiata. «Par no star nel casìn - mi dice - se podarìa passàr i uichènd al Villaggio Dall’Oca o alla Genovesa». «L’è n’idea» gli rispondo sovrappensiero.

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Silvino Gonzato
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