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La Posta

14.11.2018

Una galleria sotto la Bra
per liberarla dalle auto

La Posta della Olga
La Posta della Olga

L’idea, lanciata dal sovrintendente Magani, di una Bra senza auto - scrive la Olga - è piaciuta all’architetto Mastegabródo il quale, parlando al bareto, ha detto che già adesso le auto risparmiano in gran parte la piazza transitando solo davanti alla Gran Guardia per poi svoltare per corso Porta Nuova e viceversa ma che se le si sfrattasse del tutto ne guadagnerebbe el colpo d’òcio. L’Evaristo, detto l’Orbesìn perché l’è orbo come ’na tenca, ha annuito. Anche Ociodevéro, maestro del coro "Le Voci dell’Alcol", si è detto d’accordo. Quando al bareto uno comincia un discorso gli altri ci vanno dietro e si apre il dibattito, ma stavolta pareva morta lì. Sembrava insomma che piazza Bra senza auto non interessasse a nessuno. Tanto più che fervevano i preparativi per il Ballo delle Ributtanti che si terrà sabato sera e tutti erano attorno al ragionier Dolimàn e alla Beresina che stavano stendendo il programma. Poi però el Nèspola, quasi con noncuranza, ha detto: «Va ben, ma le auto dove le farésseli passar? Da piassa Citadèla che zà adesso l’è incasinà abastansa?». Con la stessa aria di noncuranza, el casinologo Cagnara ha risposto che le auto non potevano passare che da lì e ha fatto il segno della svolta con la mano con cui non stringeva el bicér de bianco. El ragioner Dolimàn aveva altro cui pensare. Dato lo spazio angusto del bareto, le diciotto Ributtanti iscritte al ballo erano troppe e bisognava sfoltirle. «A meno che - ha detto - no’l ne impresta ’na sala el pàroco». La discussione sulla Bra senza auto si svolgeva quindi solo tra el Mastegabródo, l’Orbesìn, l’Ociodevéro e el Cagnara, visto che el Nèspola si era ritirato. «Se podarìa far ’na galerìa soto la Bra» ha detto l’Orbesìn. «A quatro corsie par le auto che vien e quele che va» ha completato il discorso l’architetto Mastegabródo, entusiasta della soluzione. «Più la ciclabile» ha aggiunto el Cagnara. In quattro e quattr’otto el Mastegabródo ha buttato giù il progetto che prevedeva una curva a gomito prima dell’uscita su corso Porta Nuova, all’altezza del primo semaforo. Intanto il parroco si era detto disposto a concedere una sala sotto la chiesa a patto che al ballo partecipasse anche la perpetua.

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Silvino Gonzato
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