16 luglio 2019

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La Posta

14.06.2019

«Te la do mi la Note Bianca»
Negozianti e clienti inferociti

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Tra le lettere che ho ricevuto - scrive la Olga - una decina mi sono state spedite da negozianti di borgo Venezia che protestano contro la Notte Bianca della scorsa settimana. Con sfumature un po' diverse, tutti lamentano che la manifestazione, organizzata da Borgo Vivace, per loro non è stata per niente vivace perché ci hanno rimesso. «De vivace - mi scrive una signora - gh'è solo la sbàtola de ci organiza 'ste sagre strapaesane par el solo gusto de far baldoria seràndo 'na strada importante come via Pisano e 'na piàssa piena de negòssi come piassa Nogaròla». Da come mi è stato riferito, fin dalle otto del mattino di sabato scorso era stato vietato il parcheggio in piazza Nogarola per cui nessuno si poteva fermare a comprare o a sedersi ai tavoli della pasticceria e se voleva parcheggiare per poi tornare a piedi avrebbe dovuto fare il giro dell'oca, per cui rinunciava. Dal primo pomeriggio, poi, via Pisano era stata chiusa da transenne per cui non passavano più non solo le auto ma nemmeno gli autobus che erano stati dirottati altrove. Qualche negoziante, esasperato, ha abbassato le saracinesche. «Se, come è stato detto - mi scrive uno di questi - la Notte Bianca avrebbe dovuto essere a vantaggio dei commercianti, non abbiamo capito che vantaggio avremmo avuto da una strada e una piazza chiuse. Ce lo spieghi chi organizza queste cavolate». La Cesira che abita da quelle parti mi dice che i commercianti i g'à resón e che lei che doveva andare a mettere al Lotto ha trovato un palco davanti alla ricevitoria chiusa. Mi dice anche che oltre alle bancarelle erano stati allestiti giochi da spiaggia per i bambini. «Va bèn - le dico - ghe sarà tanti butìni che no va al mar e alora Borgo Vivace el le contènta». «Vivace un bel gnente - mi risponde la Cesira - Se vivace vol dir fàrghe smenàr schei ai negòssi impedendo che la gente la vaga a crompàr, de vivace no gh'è un bel c... no sta farme dir parolasse». «Mi - mi dice la Cesira - a quei che s'à inventà 'sta roba che l'è un disagio par tanti e un divertimento par pochi, ghe andarìa a sbàtar i bandòti soto le finestre tute le nòti. Volìo le nòti bianche, ècole, no ve fago seràr ocio». Di un'altra lettera non do conto perché è piena di "vaffa". •

Silvino Gonzato
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