19 agosto 2019

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La Posta

23.07.2019

Sempre più caldo
e sempre meno ombra

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Ritorna il caldo africano - scrive la Olga - e il mio pensiero va all'ombra degli alberi, l'unico vero ristoro naturale, e quindi salutare, di cui ci stanno privando per far largo alla filovia. I pini marittimi di via Fra' Giocondo l'ombra non la fanno più. Requie meterna. Ci hanno detto che al posto degli alberi abbattuti e di quelli che abbatteranno saranno piantati alberelli autoctoni: platanini o carpinini che forse faranno ombra fra trent'anni. Buffa la distinzione tra alberi autoctoni e foresti per giustificare l'ecatombe. E se sono autoctoni sono malati. «Razzismo vegetale» accusa il botanico Bruscànso Ortìga che frequenta el bareto. Verona è una delle sedici città che ha le estati più calde d'Italia (il ministero della Salute ci ha appiccicato il bollino rosso: da oggi a venerdì sarà un forno). Ma la grande idea è di privare le sue strade dell'ombra degli alberi per molte estati a venire, ombra che verrà sostituita da quella mobile della filovia. El ragionier Dolimàn sta facendo il calcolo dei metri quadrati di frescura perduta se cadranno tutte le piante previste dal piano di sterminio. Le strade sono concepite per camminarci (si chiamano marciapiedi quelle parti riservate al transito dei pedoni), oltre che per viaggiare in bici, in auto o con in mezzi pubblici. Una strada pelata è invivibile oltre che orrenda. L'amica Cristina mi dice che hanno transennato gli alberi di fronte ai giardini Lombroso (col caldo che gh'è ancó, me vien la tentassión de scrìvar "L'Ombroso"). Ahia! Eppure lì la filovia non dovrebbe passare. Vuto védar che i ghe fa le feste parché el vegetarinario del Comune, el dottor Segòn, l'à dito che iè malade? El g'à posà la récia al tronco, el l'à palpà, l'à scorlà la testa e l'à telefonà ai bechini. Per gli amanti del verde ogni indizio di sciagura vegetale si trasforma in un tonfo al cuore. Nella vetrina di una libreria ho visto un bel titolo "Elogio dell'ombra". Ho subito comprato il libro ma appena ho cominciato a leggerlo mi sono resa conto che si trattava di un altro genere di ombra e cioè del gòto de vin che in Veneto chiamano così, ombra o ombréta. E io che pensavo che fosse un libro contro i nemici dell'ombra vegetale! «Se volì l'ombra andè nei boschi» mi ha detto un consiliér comunale che porta una sega all'occhiello. •

Silvino Gonzato
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