19 settembre 2020

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La Posta

07.08.2020

Se fosse in
vendita l'isola
del Pestrìn

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Chi non sogna di possedere un'isola tutta per sé per passarci le vacanze - scrive la Olga - senza avere la rottura di scatole di gente che ti gira attorno rovinandoti la quiete? Certo, bisogna avere la pila, una bella montagna di schei, ma sognare, secondo un luogo comune, non costa niente, mentre invece a me mette un po' di ansia perché mi immedesimo talmente nelle cose che mi sembra già di averle e, pensando all'isola, mi calo già nel personaggio di Robinson Crusoe con o senza Venerdì, che poi sarebbe il mio Gino. Come mi conferma la Teresa Petaròvna, ex ballerina russa del Bolsiòi che ha sposato el Méscola del bareto, un ucraino figlio di papà, Olexandr Boguslayev, si è comprato l'isola di Gallinara, a poche miglia dalla costa ligure. La Petaròvna non lo conosce direttamente ma conosce il padre Vyacheslav, produttore di motori per missili, con cui ha avuto un flirt mentre era già assieme al Méscola. E mi dice che Vyacheslav ha sempre avuto la passione dei picnic di lusso, a base di ostriche e champagne, che ha trasmesso al figlio il quale ha messo gli occhi su Gallinara per compiacere la morosa che si chiama Galina sennò avrebbe comprato una delle isole della laguna veneziana o quella siciliana di Santa Maria. A parte che mi domando se dopo le isole sarà messa in vendita anche la Penisola, e questo mi sgomenta un fiatìn, io mi accontenterei di molto meno della Gallinara o delle altre isole che sono in attesa del miglior offerente. Mi piacerebbe l'isola del Pestrìn, in mezzo all'Àdese, dove Salgari, da butelòto, andava a giocare a Sandokan con un sugamàn ligà atorno a la testa a mo' de turbante. Ogni volta che la vedo mi immagino di averci una casetta di legno sotto gli alberi pieni de useléti. Invece di ostriche e champagne, come Olexandr Boguslayev, mangerei polenta e rénga che la me piàse tanto. Ho reso partecipe il mio Gino del mio sogno e ho fatto male. «Ma sito mata, gh’e pién de zanzare, zanzaróne da Àdese, longhe come témoli. Mi no vegnarìa de sicuro» mi ha detto. «E la poesia, dove la métito la poesia?- gli ho chiesto misuràndoghe un stramusón - E comunque no sta preocupàrte che nei me sogni te làsso sempre a casa». •

Silvino Gonzato
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