19 settembre 2020

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La Posta

05.08.2020

Riuscirà
l'assessore
a riparare la fontana?

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Silvino Gonzato L'assessore ai Giardini, Padovani - scrive la Olga - ha detto che si augura di poter salvare la fontana di epoca fascista dei giardinetti Baden Powell, a ridosso delle mura di Porta Vescovo, che è stata in parte distrutta da un albero abbattuto dal temporale di sabato notte. L'architetto Mastegabródo, parlando al bareto, si è detto convinto che se a Roma sono riusciti a restaurare la Pietà e il David di Michelangelo presi a martellate da squilibrati, non ci vorrà molto a sistemare la fontana di Porta Vescovo, una vasca circolare circondata da colonnine. A me piaceva quando zampillava ma da quando le è stata tolta l'acqua perché i tossicodipendenti ne facevano un «uso improprio» (ma così è stata tolta la possibilità ai cittadini di farne un «uso proprio») , sembra un monumento ai caduti o un modellino del lazzaretto di Porto San Pancrazio senza quèrciolo. Lo stesso architetto Mastegabródo si è offerto di rimettere a posto la fontana e di restituirle gli zampilli ma, per correttezza, vuole prima vedere cosa riuscirà a fare l'assessore. Avendo io un discreto carico di anni (anche se ben distribuiti su entrambi i galóni, come mi dice il mio Gino) ricordo di quando la fontana, prima di essere spostata nel luogo dove si trova adesso, era poco distante, davanti alla Casa del Fascio. Gli attuali giardinetti Baden Powell erano uno spiazzo sterrato dove si insediava un piccolo lunapark: una calcinculo e tre o quattro casotti del tirassegno. È stata la prima calcinculo della mia vita, i primi calci in quel posto li ho ricevuti là. Il mio Gino, che ancora non conoscevo, giocava al tirassegno e, a quanto mi dice, ma non ci credo, a ogni colpo vinceva una bambola. Se avesse vinto anche la bambola che dirigeva il baraccone, cui faceva la corte, forse non ci saremmo mai incontrati. Poi alla fontana ci tornavamo insieme qualche sera d'estate e ci facevamo accarezzare dall'aria fresca che muovevano gli zampilli. Ci portavamo la careghéta. Ora aspetto che l'assessore Padovani ricomponga i marmi caduti e ripristini gli zampilli, considerato anche che Verona è una delle città d'Italia più avare di fontane. E se l'assessore riterrà di non farcela, ci penserà l'architetto Mastegabródo. •

Silvino Gonzato
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