15 novembre 2019

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La Posta

10.05.2019

Prof armati come in Florida?
Rispondemo con la sfióndra

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Ho letto - scrive la Olga - che gli insegnanti della Florida sono stati autorizzati ad andare a scuola con la pistola nella fondina. «Madòna - me son dita - sémo rivà a 'sto punto?». Visto che da quelle parti i porta anca el capelón da caubòi, immagino tutti quei Giòn Uèin che fanno lezione come se fossero in un salùn, pronti a sparare al primo che entra con cattive intenzioni. Penso anche ai poveri studenti che vengono interrogati da un profe armato. «Se non siete preparati vi riempio di piombo!». Può darsi che la pedagogia della Colt funzioni ma può darsi che si armino anche gli studenti e si scateni l’OK Corral. Per fortuna da noi la figura del profe pistolero non esiste ancora ma col bullismo imperante e gli insegnanti che vengono picchiati dagli studenti o dai genitori di questi, non si sa mai cosa potrebbe decidere Salvini. Ricordo che quando andavo alle elementari io, il maestro tirava fuori dal cassetto della cattedra una bacchetta di bambù con la quale colpiva le mani degli alunni indisciplinati. «Metti le mani sul banco» diceva e giù sferzate. Poi le bacchette sono sparite e anche gli stramusóni sono usciti dalla gamma dei metodi correttivi ma ora non si sa cosa possa succedere. Il politologo Scoatìn dell'università di Cavaión sostiene che Salvini, sull'esempio della Florida, potrebbe, con un decreto sicurezza bis, dotare gli insegnanti di pistole o addirittura di armi pesanti come la mitragliatrice o il bazùka. In pratica, il vice premier, dopo aver riempito le case di armi, potrebbe estendere il provvedimento anche alle scuole. Ho chiesto al professor Scalcagnato cosa ne pensasse di questa eventualità. «Che la resta tra mi e éla» mi ha detto «ma l'è ani che mi vago in classe, ma anca ai coloqui coi genitori, co' la sfióndra e 'na bruscà de sasseti tondi in scarsèla. Finora no l'ò mai doparà, ma se i me metésse el bostik su la caréga come è zà capità, la tiro fora e ci ciàpo ciàpo». Se gli dovessero imporre la pistola o altre armi da fuoco, el Scalcagnato ha detto che però le rifiuterebbe ma solo perché el g'à paura de farse del mal lu. «Un giorno che da soldà mi era de guardia a Brunico - spiega - me son tirà 'na fusilàda su un pié e quando cambia el tempo caìno ancora adesso». •

Silvino Gonzato
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