31 maggio 2020

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La Posta

08.04.2020

Poste aperte. Una su tre
E i vèci con la morosa

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Viviamo nell'incubo del contagio e nella pena di essere tappati in casa salvo per le necessità previste dal decreto del governo - scrive la Olga - ma almeno si faccia in modo che se abbiamo bisogno di una cosa cui abbiamo diritto, questa sia raggiungibile senza ulteriori disagi. Il governo ha stabilito che le Poste devono restare aperte? Bene: delle tre che ci sono in borgo Venezia, due sono chiuse e non si sa il perché. Si vietano gli assembramenti ma di fatto li si favorisce costringendo gli utenti ad ammassarsi in solo ufficio. Si vietano gli spostamenti ma se un veciòto che deve andare a ritirare la pensione trova chiusa la Posta vicino a casa, deve scarpinare per chilometri per trovare l'unica aperta. Le Poste non sono sale bingo o bagni turchi, sono servizi essenziali e irrinunciabili. Credete sul serio che qualcuno lo capisca? Un lettore mi scrive denunciando che allo stabilimento Fincantieri di Valeggio, che sta lavorando per il ponte di Genova, gli operai sono senza mascherine. Obbligatorie per strada ma facoltative in fabbrica. «Qua non se capisse un c...» mi dice il mio Gino scorlàndo la testa. «Gino - lo bacchetto - sémo ne la setimana santa, gnente parolasse». I supermercati (i vende roba da magnàr par ci no riésse a capìrlo) hanno gli scaffali mezzi vuoti. In quello dove vado io, ieri mancavano i limoni, la carta igienica, lo zucchero e la farina oltre all'ormai da tempo introvabile lievito. «No i ne rifornisse» mi dice la commessa con cui ho confidenza perché è la figlia dell'Amabile. «Sì - dico io - ma manca parfìn la carta igienica». «Par fortuna le edicole iè vèrte» mi risponde. Zaia, che ormai come presenze televisive ha superato Pippo Baudo, insiste nel dire che i primi a uscire dalla clausura saranno i giovani e che i vèci imbalonà saranno gli ultimi. Dice che i giovani hanno diritto a vedere le morose dopo esserne stati separati per tanto tempo. Conosco tanti vèci che hanno la morosa come i giovani. Sono vedovi e vedove che vorrebbero rifarsi una vita. Ma i vèci sono una categoria a rischio. I giovani no. I giovani vanno fuori di casa, fanno la movida, si impestano e quando tornano a casa magari impestano a loro volta genitori e nonni. Neanche questa la capisco.

Silvino Gonzato
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