21 ottobre 2019

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

La Posta

03.10.2019

Per la pista ciclabile
de corso Milàn
ghe vol el psichiatra

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Per curiosità, visto che ne parlano tutti e che perfino la Cnn ci ha fatto un servizio che ha fatto sganassare mezzo mondo - scrive la Olga - io e il mio Gino siamo andati a provare la ciclabile scansapali di corso Milano. «Gino, metémose el casco - ho detto a mio marito - parché no se sa mai che andémo a insucàrse». «No ghémo mai avù un casco» mi ha risposto il mio Gino e allora el s'à imbotìo la baréta de silicone. «Così, se me capitasse de insucàrme in un pal, rimbàlso» mi ha detto. Io mi sono infilata in testa la ciambella per le emorroidi e abbiamo affrontato la celebre ciclabile a zigzag, il mio Gino davanti e io dietro. Ridisegnata dopo che in un primo momento la striscia gialla, con un andamento imbriàgo, aggirava i pali, ora i pali li lasciava fuori con effetti angolari altrettanto comici. «Attenta ai gómbi» mi gridava il mio Gino. In effetti bisognava pedalare a gomiti stretti sennò ci si ciapava in costo al pali. C'era una troupe televisiva giapponese che ci riprendeva. Più in là c'era uno psichiatra seduto su una caregheta che visitava quelli che, pedalando fissando l'andamento isterico della striscia, avevano dato segni di confusione mentale. «Guàrdeme mi, no la strìssia che se no te regàti l'anima» mi gridava il mio Gino. Facile a dirlo. La striscia, di un giallo intenso e perforante, dipinta con la vernice scelta personalmente dall'assessor Zanotto con microgranuli fosforescenti, mi abbagliava nonostante tenessi gli occhi incollati al sedere del mio Gino che procedeva come quando l'è imbriàgo. «Gino - gli ho gridato - sérca de andàr drìto ché me vièn le stornìsie». «No se pol - mi ha risposto - Se vago drito me insùco». Più avanti ancora c'era la troupe di una televisione austro-ungarica che ci riprendeva per la versione in lingua tedesca di "Paperissima". C'era anche un gruppetto di anziani che scommettevano su chi ce l'avesse fatta ad arrivare in fondo. «Dai, sióra, col cul grosso» mi incitava uno di questi. Al penultimo palo il mio Gino ci è andato contro con la testa ma, per via dell'imbottitura della baréta, è rimbalzato travolgendo una troupe della televisione nepalese che l'ha insultato in aramaico. «Mi vago avanti» ho urlato al mio Gino. Arrivata in fondo, un comitato mi ha premiato con uno Zanotto di peluche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1