17 giugno 2019

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La Posta

11.02.2019

Orge nei condomini
Sono solo calunnie

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Come riferisce L’Arena - scrive la Olga - il tribunale ha assolto un ottantaquattrenne, abitante in un condominio di un quartiere periferico, dall'accusa, mossa dagli inquilini del piano di sopra, di organizzare in ore notturne rumorosi festini con donne nude. In realtà al processo è emerso che il vecchio riesce a camminare solo col bastone, respira solo grazie alla bombola d'ossigeno, condizioni che gli avrebbero impedito di essere parte attiva (e anche passiva) nelle orge che gli venivano imputate, e che le uniche donne che frequentano la sua casa sono due pie badanti che si danno il turno per assisterlo. Ricordo che nel mio condominio, anche se la cosa non è finita in tribunale, l'anziana vedova del secondo piano, la Licia, era sulla bocca di tutti perché si diceva che di notte si portasse a letto tutti gli uomini che le capitavano e che con le sue grida di giubilo e i suoi ululati disturbasse il sonno di chi le abitava sopra e sotto. Denunciata all'amministratore, questi la convocò. «L'unico òmo che ghe so andà in leto insieme - gli ha detto la Licia, fino a quel momento ignara delle accuse - l'è sta el me poro Tano, ma iéra ani che no fazéimo gnente parché l'ultima òlta, anca se el toléa la coramina, el s'à messo a arfiàr come no l'ò mai sentìo far prima e me son spaentà». Restava tuttavia il problema delle grida. «Pol darse che la sia la televisión - ha risposto la Licia - La tègno alta parché son sorda e de le òlte me indorménso che l'è ancora impissà. Nei film gh'è de le sène de amor dove éla la sìga, eco questa l'è l'unica spiegassión». Nei condomini la calunnia è all'ordine del giorno. Il marocchino del primo piano è stato accusato di aver trasformato il suo appartamento in una moschea. Qualcuno ha chiamato i vigili i quali hanno constatato che in casa aveva molte mosche ma non la moschea. Il mio pappagallo comprato di seconda mano di tanto in tanto tira certe sirache da far tremàr i muri. Pensavano che fosse il mio Gino e un giorno è venuto il curato. «Écolo là el blasfemo» gli ho detto indicando la gabbia. El l'à spiansà con l'acqua santa ma no gh'è sta gnente da far. •

Silvino Gonzato
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