17 febbraio 2020

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

La Posta

16.01.2020

«Non rovinarmi il carnevale!»
Grido che passerà alla Storia

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Lo scontro fisico, avvenuto alle elezioni per il Re della Stanga, la maschera della Croce Bianca, tra la presidentessa del comitato e l'amministratore del Gruppo Fèisbuc "San Massimo Sicuro", dalla prima accusato di aver tentato di votare due volte - scrive la Olga - è stato deprecato dal collegio dei probiviri del bareto che in una nota chiedono il commissariamento del comitato e l'annullamento del voto. Caso in cui il Re della Stanga, pur innocente, passerebbe alla storia del carnevale come il Re Stangato. L'episodio è tanto più degno di biasimo - dicono i probiviri - in quanto è avvenuto nel locale messo a disposizione dalla parrocchia, luogo in cui possono venire alle mani solo i chierichetti, e in quanto uno dei litiganti si fregia di un titolo che in lontane contee è equivalente a quello di sceriffo, quindi di tutore dell'ordine. Per la cronaca, entrambi i protagonisti della baruffa sono stati medicati al Pronto Soccorso e subito dimessi con prognosi irrilevanti (collarino per lei e qualche sgrafón per lui) ma l'esclusione di complicanze sul piano sanitario non impedirà ai due di suonarsele in sede legale. Uno dei probiviri, el cavalier del Recioto Toni Graspìa, noto maschilista, nel tentativo di smorzare i toni della discussione, ha difeso il comportamento del bis-votante sostenendo che alle primarie dei partiti c'è chi vota anche dieci volte e nessuno gli dice niente. «L'è vera - lo ha zittito il collega proboviro Gaspare Noselìna - ma el carnevàl, al contrario de la politica, l'è 'na roba seria». A di là di tutto questo, lo storico del bareto, el cavalier del dopolavoro Osoppo, ha rilevato come il grido lanciato dalla presidentessa del comitato all'indirizzo dello sceriffo, "Non rovinarmi il carnevale!", equivalesse a quello della regina Margherita, "Cairoli, salvi il Re!" durante l'attentato in cui fu ferito il marito Umberto I, o a quello della regina consorte di Francia, Maria Antonietta, "Salvate la Regina!", cioè se stessa, durante la rivoluzione francese. «A mi, che pur la Storia la màstego ben, mèio ancora de la pastasùta, 'sti paragoni i me par 'na esagerassión» lo ha contestato el professor Scalcagnato il quale però ha ammesso che «durante il carnevale ogni monada vale».

Silvino Gonzato
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1