23 luglio 2019

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La Posta

24.06.2019

Ma quanto dura
la Notte Bianca?

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Se siete euforici per l'estate - scrive la Olga - io vi dico subito che lo sono moderatamente. Ieri mi si è rotto il ventaglio con le stecche di avorio di balena ereditato da mia nonna che non so come l'abbia avuto perché non se lo poteva permettere neanche con le stecche di mandorlato. Ho mandato il mio Gino a cercare una stecca di balena per ripararlo ma il pescivendolo cui si è rivolto lo ha indirizzato al museo di storia naturale. La frenesia per l'estate sta riempiendo la città di auto che sostano in doppia o tripla fila. L'estate rallenta il pensiero e indulge all'indolenza. E questo spiega il fatto per cui il comitato, che tre settimane fa ha organizzato la Notte Bianca in borgo Venezia, non abbia ancora rimosso i cartelli di divieto di sosta. L'importante è organizzare, magari acquisendo meriti (non certo da parte dei negozianti che si sono ribellati) per entrare in politica, poi i cartelli vengono buoni per la prossima sagretta. Ma intanto si devono rispettare o no? Il codice della strada direbbe di sì. Quei tondi blu sbarrati di rosso issati su un paletto sono categorici: chi li ignora viene multato. Eppure sono tre settimane che gli automobilisti se ne fregano e non è stata fatta alcuna multa. La spiegazione c'è. Come infatti dice il filosofo-psicologo-sociologo Strusa, quando un cartello che vieta la sosta viene lasciato indolentemente sul posto nonostante sia cessata la sua funzione, espone al ridicolo chi non lo ha rimosso e nessuna sanzione va applicata a chi se ne fa beffe. Però el Strusa pone anche una questione di carattere generale e cioè se i cartelli di divieto di sosta debbano essere rispettati o no. «In generale sì - dice - ma come si fa a sapere se sono autentici o fasulli? Chi, nella fattispecie, ignora la circostanza della Notte Bianca, che per la segnaletica è ancora in corso, evita di parcheggiare penalizzando magari i negozi della piazza in cui intendeva fare acquisti. «A proposito dei cartèi - mi dice la Cesira che abita in piazza Nogarola e che ogni volta che esce di casa sbatte contro il palo di uno dei cartelli - ò telefonà in circoscrissión ma i m'à dito che lori no i c'entra e che devo parlàr con quei del comitato. Ma ci sarésselo 'sto comitato? g'ò domandà. Élo sora anca a la circoscrissión? Comàndelo lu?».

Silvino Gonzato
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