15 novembre 2019

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La Posta

16.10.2019

Ma di chi è amica la filovia?
e l’autovelox è troppo severo

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Vorrei sapere - scrive la Olga - di chi è amica la filovia. Non dei ciclisti che non sapranno come raggiungere la stazione di Porta Nuova e che dall'ospedale di Borgo Trento non potranno arrivare in centro. Non degli amanti del verde dal momento che verranno abbattuti centinaia di alberi per farle largo. Non dei negozianti delle strade in cui passerà, molti dei quali dovranno chiudere per mancanza di parcheggi per i clienti. Non dei residenti che non potranno più avere l'auto sotto casa e dovranno portarla in tanta malora. Un amico ce l'ha, è il ragionier Barini, presidente dell’Amt, ma chi altri la vede come una benedizione se anche in Comune i ranségna el naso? Però bisogna metterla in pista perché arrivano i schei da Roma, non tutti ma gran parte, e quando ci sono di mezzo i schei chi se ne frega se alla fine ci troveremo, come è accaduto a Lecce, con una cosa inutile che per metterla in funzione si sono dovute sacrificare cose utili? Barini sostiene che gli allarmismi sono inutili, che Verona non è Lecce (e neanche Pegognaga, dico io), che gli alberi tagliati verranno sostituiti (e perché allora abbatterli?), che i negozianti non perderanno i clienti e che gli stalli blu cancellati saranno un'illusione ottica. Al bareto la questione della filovia è spesso dibattuta. Il ragionier Dolimàn si chiede, tra l'altro, cosa succederà se nella stretta via Pisano, in Borgo Venezia, dove è previsto per la filovia il doppio senso di marcia, si fermerà un'ambulanza. Verrà portata via col carro attrezzi? Al bareto si parla anche dell'autovelox fisso della Tangenziale Nord. Tra gli 800 multati di domenica scorsa c'è anche il cinese Tan, detto Tano, che vi è transitato col suo furgoncino Ape che trasportava sul cassone alcuni connazionali che dovevano prendere l'aereo. El Tegolina ha detto che 800 multati sono molti e si è chiesto, visto che gli automobilisti non sono tutti degli scavezzacollo, se magari il problema non sia invece nell'autovelox tarato sui 70 all'ora, una velocità troppo bassa per quel tratto di strada. «I setànta ancó i se fa col monopatino eletrico - ha detto el Tegolina -. Me pararìa che i otànta-otantasìnque i sarìa più che ragionevoli par un'auto». «Fémo otantadù» ha detto el cavalier Marandèla. •

Silvino Gonzato
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