08 agosto 2020

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La Posta

28.07.2020

Le notti bianche, el vin...
Meglio un anno «savatico»

La Posta della Olga
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Silvino Gonzato Sulle notti bianche, volute dai commercianti del centro storico con la benedizione del Comune - scrive la Olga - c'è stata una discussione al bareto tra l'Ernesto, detto Sampèi, pescadór da Àdese e da fossi, e il sedicente economista Johnny Salame. Sampèi sosteneva che le notti bianche e tutte le manifestazioni che generano assembramenti di popolo sono come el bagatìn per il pesce, una metafora per dire che, se non si osservano i protocolli sanitari, el bào funesto, cioè il coronavirus, è pronto ad abboccare. Di contro el Salame obiettava che, bào o non bào, occorre far ripartire la città facendo ritornare la gente nelle piazze, nei negozi, nei bar e nei ristoranti. Sampèi, che aveva un borsone traboccante di bollettini regionali attestanti che el bàò a Verona, alla faccia dei protocolli, ha rialzato la testa, diceva che sarebbe stato più opportuno che la città si fosse presa un anno «savatico» e «pó vèdar come va le robe». «Un ano savatico? Vuto dir che dovaréssimo restàr tuti ancora in casa a savatàr come nel lockdàun?» si è intromesso el Memo Ciupascóndi. «O la salute o i schèi e mi preferìsso la salute» ha risposto el Sampèi che parlava da dietro una mascherina di ghisa borchiata. «Però ghe sarìa 'na via de mézo - ha detto el Nereo, operaio dell'Amia, detto el Nasa - e cioè che la gente la andasse a le nòti bianche in savàte». El Nasa è noto per le sue monàde e nessuno gli ha dato troppo bado. La Beresina, che fino ad allora non aveva partecipato alla discussione perché impegnata a tirare giù le telarine dal naso del ragionier Dolimàn sempre coperto dalla mascherina anche quando non servirebbe, è intervenuta per dire che, essendo le notti bianche «a base de vin parché gh'è degustassioni dapartuto, parfìn ne la Casa de Giulieta, eminenti siensiàti ià dito che basta un gòto de vin par copàr el bào». «Siensiàti imbriàghi spolpi» le ha risposto el pescadór Sampèi che provocatoriamente, e come monito, ha tirato fuori da una scarsèla 'na bruscà de bagatìni. «Mètili via che i me fa angóssa» ha strillato la Beresina che, rinculando, è andata a sedersi inavvertitamente sui femori del Gussa, ben contento di tanta inattesa gràssia. Alla fine della discussione ognuno è rimasto della propria opinione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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