28 marzo 2020

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La Posta

23.03.2020

La tinta fai-da-te
e il figaro a domicilio

La Posta della Olga
La Posta della Olga

In questi tempi in cui siamo costretti a vivere tappati in casa - scrive la Olga - sono sempre al telefono con le mie amiche. «Come vàla, come no vala? Gh'èto sintomi? E to marì come stalo? Cosa fèto da magnar ancó?». La Elide è preoccupata per la ricrescita. Le parrucchiere sono chiuse e si deve arrangiare col fai-da-te, come tutte. «Devo aver combinà un pastròcio - mi dice - le raìse bianche iè diventà verdi. G'ò la testa giàla e verde come certi pearóni. L'è la òlta che el me Remigio el se ne cata 'n'altra». «Ma va' là - la rincuoro - dove vuto ch'el vaga a catàrsene 'n'altra che no se pol gnanca andàr fora de casa? E pó anca le altre iè ne le stesse condissióni». La Giacinta mi telefona per lamentarsi che, dopo essersi fatta la tinta, ha la chioma ramata come el paról de la polènta. «E, se prima iéra mossi - aggiunge - adesso i me casca zó driti come la stópa su la panòcia quando l'è ancora su la pianta». Le rispondo che di questi tempi bisogna pensare alla salute e che tutto il resto passa in secondo piano. «L'è vera - mi dice - ma se me guardo al spéo me aumenta la depressión. Paro 'na stria». La Rosalia ha il marito pittore, pittore di muri, imbianchino. Al bareto lo chiamano Goghèn. «El m'à fato la tinta me marì» mi dice. «T'àlo sbianchezà?» le chiedo. «Tuta no - mi risponde - solo i cavéi. Bianca ero prima e bianca son adesso ma no riésso più a petenàrme parché iè duri e sténchi. E ti cosa fèto par la ricrescita?». «Gnente - le rispondo - El me Gino el me dise che son bèla lo stesso e quando vago a far la spesa no devo piàsarghe a nessuno». Il problema della ricrescita esiste anche per i veciòti che si tingono i capelli. Il mio Gino ha quattro penòti metallizzati e li ritocca col pennarello per i graffi alle auto. El cavalier Marandèla non se ne preoccupa perché ha sempre usato il Brill, il lucido da scarpe. Piuttosto ho visto certe zazzere che mi ricordano i tempi di Verona Beat. Ci sono barbieri che fanno servizio a domicilio. Non potrebbero, ma ho visto il figaro del quartiere entrare nel condominio di fronte con una vecchia borsa a soffietto da medico. «Gh'è el figaro che el fa finta de èssar un dotór» ho detto al mio Gino. «L'è andà a tosàr el Nane che ormai el strapegava le bazéte par tèra» mi ha risposto. •

Silvino Gonzato
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