27 gennaio 2020

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

La Posta

09.01.2020

La cura del dottor Bugànsa
contro lo stress da rientro

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Solidarizzo con quegli otto milioni di italiani che, tornati dalle vacanze natalizie - scrive la Olga - stanno soffrendo lo stress da rientro al lavoro. Pòri cani, nell'affrontare la dura realtà dell'ufficio o della fabbrica, gli hanno preso le crisi d'ansia che si manifestano anche con esplosioni di brufoli, cagòti, paranoie, emicranie, peronospore, conati di vomito davanti alla macchinetta aziendale del caffè, spossatezza mentale e fisica nonché degradante incontinenza. Di contro, i pavidi che hanno preferito lavorare mentre gli ardimentosi erano a sciare o al sole dei Tropici non stanno soffrendo di alcuna sindrome per cui, come dice il filosofo-psicologo-sociologo Strusa, «si può trarre la facile conclusione che la vacanza stressi più del lavoro, ma solo perché viene interrotta dal richiamo all'odiosa realtà rutiniera». I consigli che una celebre psicologa elargisce a chi soffre di stress da rientro consistono in tecniche di respirazione ma soprattutto nel concentrarsi sulla prossima vacanza da programmare al più presto. Perché l'attesa di una vacanza è spesso più bella della vacanza stessa. El Strusa concorda e io stessa, nonostante in questo periodo non mi sia mossa da casa, posso dire che mentre mìssio la polenta perché non faccia i grumolòti penso a Onolùlu e mi pare di esserci anche se non so dove sia. Il mio medico, el dottor Bugànsa, mi dice che in questo periodo ha molti pazienti con lo stress da rientro, soprattutto donne che invece di indirizzare da uno psicologo sottopone a degli energici clistèr che, desbugando le buèle, desbùgano anche la mente perché, secondo lui, ci sarebbe un collegamento diretto tra pànsa e sarvèl. «Dopo un clistèr de quei che so mi - mi dice - una la sa parfìn desmentegà de èssar andà a le Maldive». Anche i pensionati soffrono della sindrome da rientro. El dotór Bugansa ha in cura la Mary Slandróna che, al ritorno da Tenerife, rifiuta il cibo. «L'è l'inapetènsa che segue la troppa apetènsa» dice el Bugansa che le ha ordinato dei clistèr de brodo de cunèl. Stasera cucinando i fasói imbogonà penserò alle Baàmas. Se chiedo al mio Gino dove si trovano, mi risponde come sempre: «Drìo a la curva, no te te sbàli gnanca se te vol». •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1