20 agosto 2019

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La Posta

24.07.2019

L'architetto Spegassi rilancia
l'idea della ruota panoramica

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Bella idea - scrive la Olga - quella di Bardolino di dotarsi nei mesi estivi di una ruota panoramica. In una fantasmagoria di luci colorate, i turisti potrebbero così completare con una visione dall'alto quello che hanno visto dal basso e viceversa. Inoltre la ruota sarebbe un'attrazione anche per quelli che, come la mia amica Elide, non vi salgono perché soffrono di stornìsie. Basta guardarla da distante per essere pervasi da quella gioia innocente che si provava da bambini davanti a un Luna park. Anche il Comune di Verona voleva fortemente la ruota panoramica. Era stata un'idea dell'assessór Corsi portata avanti poi dall'assessór Ambrosini dopo che il primo era stato giubilato da Tosi. Solo che Corsi (confesso che mi manca molto da quando è andato in Regione) e Ambrosini volevano mettere la ruota panoramica a ridosso delle mura di via Pallone, con vista sul cimitero monumentale di cui i turisti avrebbero fatto volentieri a meno. Era più che altro un'opportunità che si offriva alle vedove nostrane che vi sarebbero salite per mandare un saluto dall'alto ai propri mariti defunti. Ambrosini la voleva più di Corsi perché lavorava in un'agenzia di pompe funebri. Ricordo che el professor Scalcagnato, il letterato del bareto, aveva detto che un Foscolo redivivo vi sarebbe salito volentieri e ne avrebbe tratto ispirazione per la seconda puntata de «I Sepolcri». Il progetto era fallito per la protesta dei becchini che non volevano che fosse violata la loro pràivasi. Resto però dell'idea che a Verona una ruota panoramica ci vorrebbe. Non in via Pallone con vista sulle lapidi, ma altrove. L'architetto Spegassi del bareto la vedrebbe bene all'Arsenale da dove, come dice, «de nòte se vedarìa anca rénto a l'Arena fin che i fa le opere, 'na roba unica al mondo che me vien la pel d'oca solo a pensàrghe». Non credo che si tratti solo di una provocazione che el Spegassi lancia a chi pensa che per riqualificare il complesso asburgico basti cambiàrghe i cópi. Tant'è vero che l'à butà zó un progetìn, poco più di uno schizzo, che al bareto ha riscosso un certo successo. Unica obiezione quella del Tegolina il quale ha detto che «la sarìa tacà a le case e se vedarìa la gente al cesso». •

Silvino Gonzato
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