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La Posta

16.10.2018

Il professor Pestalùa
e la festa del vino

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Mi è piaciuta - scrive la Olga - la conferenza dal titolo "Ci sono più imbriàghi adesso di quando Verona era tutta un’osteria", tenuta al bareto dal professor Pestalùa. Il professore ha raccontato che a fine Ottocento nella nostra città c’era una bettola a ogni altro uscio, tanto che il corrispondente di un giornale tedesco, Hans Barth, l’aveva definita "Grande osteria dei popoli". «Oggi - ha detto - le osterie si contano sulle dita di una mano e un negozio sì e uno no vende mutande e reggipetti ma ci sono il doppio di imbriàghi di allora perché il vino si può comprare dappertutto, in bottiglia o in scatola, e lo si consuma per strada, a piedi o in auto, raramente in moto o in bicicletta». «Ci sono più imbriàghi tra gli automobilisti - ha continuato - che tra i pedoni e questo lo si evince dal fatto che il numero degli incidenti stradali dovuti all’uso di alcol è di gran lunga superiore a quello dei sinistri di cui, a causa dello stesso motivo, si rendono protagonisti i pedoni scontrandosi tra di loro sui marciapiedi o sulle strisce». «Anche se, riguardo a quest’ultimi - ha precisato - le statistiche sono falsate dal fatto che non vengono quasi mai sottoposti all’esame del palloncino». Devo dire che mentre parlava el Pestalùa non si muoveva una mosca perché annaspavano tutte nel vino dei bicchieri, il celebre vino moscato del bareto. Il professore ha quindi detto - e qui voleva arrivare - che "Hostaria", la festa del vino che si è tenuta da venerdì a domenica nelle nostre piazze del centro storico, avrebbe dovuto essere, ma non è stata, una solenne commemorazione delle bettole che c’erano una volta, luoghi di salutari sbornie, di risse ma soprattutto di aggregazione e che ogni stand di degustazione avrebbe dovuto portare il nome di quegli scuri e fumosi locali, nomi che ha elencato, uno per uno, con sincera devozione. El professor Pestalùa ha concluso dicendo che sabato scorso, per ricordare degnamente le antiche osterie di cui, nella stragrande maggioranza dei casi, restano solo i nomi nei libri di storia della città, ha fatto il giro di tutti i punti di degustazione ma, dovendo poi lui guidare per tornare a casa, ha costretto a bere la moglie astemia dalla nascita che poi, imbriàga spolpa, ha caricato di peso nel baule dell’auto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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