11 luglio 2020

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La Posta

23.05.2020

Il figaro ha il cól sènter
e lavora anche di notte

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Da quando el governadór Zaia ha tolto i cadenassi ai parrucchieri - scrive la Olga - il figaro del mio Gino lavora anche di notte, ben oltre le 22, il limite orario consentito dalla fine del lockdàun, e tiene aperto anche la domenica, rinunciando ad andare a pescare i témoli ne l'Àdese. Avendo alle proprie dipendenze altri quattro figari, uno lo ha destinato al cól sènter perché i clienti, come prevede l'ordinanza regionale, sono obbligati a prenotare. Nonostante al centralino ci sia un'unica persona, quando si telefona si inserisce subito un risponditore automatico che ti dice: «Per i capelli digita 1, per barba e capelli digita 1 e 1/2, per la sola barba digita 3, per i baffi 4, per barba e baffi 4 e 1/2, per capelli più shampoo e frizione 5». Dopodiché risponde il figaro telefonista che ti fissa il giorno e l'ora. Il mio Gino dovrà andarci domenica 19 luglio alle una e un quarto di notte, poltrona 3 con mascherina e senza baréta. So che altri figari, come l'Antenore, il marito della Teresina, non avendo sufficiente spazio in bottega, lavorano sul marciapiedi antistante e, se è troppo stretto, si trasferiscono su quello di fronte. Il figaro che manovra forbici e insapona barbe all'aperto mi suggerisce immagini in bianco e nero. La Cesira mi racconta che nella bella stagione suo nonno figaro serviva i clienti all'ombra di un olmo. Siccome era abusivo, non riuscendo a mandarlo via, il sindaco ha fatto segare l'olmo. La Pamela, la mia parrucchiera unisex, alle 22 chiude bottega e, sempre su prenotazione, si sposta a casa delle clienti o dei clienti. Io sono riuscita ad avere l'appuntamento il 2 giugno, Festa della Repubblica, a mezzanotte perché prima tocca alla vedova del secondo piano che ha 'na caveiàra da león de savana. La Pamela non ha il cól sènter. Al telefono risponde il marito, l'Alfonso, detto Mino, che prima del coronavirus faceva il nano in un circo ma che adesso è disoccupato fino a quando il governo non sbloccherà gli spettacoli circensi. «El me diga, g'àlo anca da regolàr le baséte?» mi ha chiesto il Mino. Mi aveva scambiato per un uomo e ci sono rimasta male al punto che ho chiesto al mio Gino: «Gónti la voce da òmo?». «No me son mai acòrto» mi ha risposto. •

Silvino Gonzato
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