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La Posta

03.12.2019

I sentimenti in piassa
i sa de bóndola rànsa

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Le proposte di matrimonio in pubblico - scrive la Olga - cominciano a nausearmi. L'altro giorno la nuova tendenza ha fatto breccia addirittura in parlamento dove un deputato leghista ha chiesto alla fidanzata Elisa, presente in tribuna, se lo volesse sposare. Lei, forse per timidezza o perché sorpresa dall'inatteso e spettacolare gesto, non ha risposto ma avrei preferito che gridasse «Nooo, sposo uno del Pd! Tie'!». Già, perché certe cose si devono chiedere in privato, magari ne 'na récia, cik tu cik, come dicono gli inglesi, ganassa contro ganassa, quando è il momento giusto. La spettacolarizzazione dei sentimenti sa di becero, de rànso come la bóndola che la fa i órli grisi, di ipocrisia televisiva, di quel bussolòto con la parabolica che è la fabbrica delle falsità e della finzione ma che, voglia o non voglia, è il nostro ammaestramento quotidiano. Ho detto al mio Gino che non mi meraviglierei se alla messa della notte di Natale, un ganzo si catapultasse sull'altare, desse un urtón al prete celebrante, afferrasse il microfono e con la scatoletta dell'anello in mano, chiedesse alla sua ganza, magari d'accordo sulla messinscena: «Vuto sposàrme?». «Ò savù de uno che el l'à fato a un funeràl - mi ha risposto il mio Gino - ma i parenti del morto i l'à buta fora a peà nel cul». Il mio Gino è spesso inattendibile ma tutto può succedere in questa società dove si mette in piazza ogni cosa, perfino le corna. Ma dove èla andà a finìr la tanto sbandierata praivàsi? Ogni volta che dobbiamo fare una pratica ci fanno firmare per la pràivasi mentre poi, per mania di protagonismo, siamo i primi a mettere onlàin le nostre foto, i nostri video e perfino i nostri pensieri. Ai miei tempi ci si vergognava di tutto, perfino delle malattie e quando chiamavi l'ambulanza la facevi fermare davanti alla casa di fronte nel timore che i vicini scoprissero che il malato eri tu. Era una cosa stupida ma non so se sia più stupido che oggi si spettacolarizzi tutto come in quella scemenza che è "Il Grande Fratello". Non ricordo se il mio Gino, quando eravamo morosi, mi abbia chiesto se avessi voluto sposarlo. So che un giorno ci siamo trovati entrambi davanti al prete. «Sà fèto qua?» gli ho chiesto. «Érimo d'acordo» mi ha risposto.

Silvino Gonzato
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