23 settembre 2019

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La Posta

06.09.2019

I diritti da rispettare sempre
sono quelli dei palazzinari

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Ai tanti comitati che protestano contro gli oltraggi urbanistici e paesaggistici di cui è vittima la città - scrive la Olga - consiglierei di impiegare meglio il loro tempo perché, per quanto facciano, alla fine vanno inesorabilmente a sbattere contro decisioni già prese e, in quanto tali, irrevocabili. «Ma noaltri émo tirà su un sentenàr de firme, sémo andà in piassa coi cartéi e coi butìni, émo dito tante Avemarie, émo pagà avvocati». Tutto inutile, cari comitati. Per ben che vada vi snobbano, magari vi illudono ma poi fanno quello che vogliono loro. L'ultimo ad andare a sbattere è stato il comitato che protestava contro le quattro torri di dieci piani che stravolgeranno la fisionomia del quartiere di Ponte Crencano. L'assessorina Pippi Calzelunghe ieri ha detto sconsolata che l'ufficio legale del Comune non ha potuto fare niente contro i diritti dei palazzinari. È quello che si prevedeva: si predica contro il cemento ma poi la casta del cemento è intoccabile. L'è sempre éla che la g'à in man el balìn. Basta un'incauta firma per conferirle diritti inoppugnabili. Per il bene della città questi diritti i palazzinari sarebbero costretti a metterseli in quel posto se solo l'amministrazione comunale avesse un po' di coraggio. Molto meglio pagare una penale, anche se salata, che permettere un altro spegasso. E lo stesso discorso vale per la vetero-avveniristica filovia che priverà la città di centinaia di alberi, congestionerà il traffico e farà chiudere decine di negozi. Meglio pagare per non avere un'opera che si rivelerà inutile che patire i disastri che ne comporterà l'attuazione. Il mio Gino sostiene che un comitato, quello di Ponte Crencano, che si chiama Asma non poteva sperare di vincere la sua battaglia, ma questo è un altro par de màneghe. Comunque è inutile che se scancanémo: la città non sarà mai come la vogliamo noi cittadini che pur votiamo perché i nostri amministratori facciano i nostri interessi. In fin dei conti Asma chiedeva che l'area ex Bam diventasse un parco, una macchia di verde in un quartiere in cui domina il cemento. Era un diritto sacrosanto ma i diritti da rispettare in questa città sono ben altri e ne bisogna prendere amaramente atto. •

Silvino Gonzato
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