21 aprile 2019

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La Posta

09.04.2019

Gigino faccia da tòla
L’Ikea molla Verona

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Gigino Di Maio - scrive la Olga - non si è scusato con i veronesi per avergli dato degli sfigati, dei fanatici e degli oscurantisti. Ha detto di non aver niente da chiarire. Fossi stata al posto di Sboarina, che pure ha ribadito di non averlo perdonato per le offese alla città, non gli avrei stretto la mano ma lo avrei mandato a quel paese, cioè il suo, l'unico luogo in cui gli baciano ancora le mani e le scarpe. Avrei aggiunto «Sfigato sarà lei e sappia che qui non sarà mai un ospite gradito». Il mio Gino mi dice che però ci sono le regole della bona creànsa per cui anche a un bulletto che sta sfasciando l'economia come, del resto, dicono anche gli industriali nelle loro dichiarazioni al Vinitaly, non si devono negare i convenevoli. Insomma, anche il mio Gino, da vecchio leghista, si comporta come Salvini che, nonostante tutto, continua a mantenere in vita l'alleanza di governo con i grillini. Lega e Cinque Stelle i se spùa nei òci ma i va avanti insieme par la s-ragión de Stato. I se ne dise par i porchi ma par adesso i sèita a convìvar come el Teo Sarsàcolo del bareto con la Lina Signàpola che i se scortèla ma i dise che tuto va ben. Certo è che Di Maio ha avuto una bella faccia da tòla a venire nella tana del león (non alludo a Sboarina) che lo avrebbe potuto sbranare se non altro per l'ostilità sua e del suo ministro Toninelli alla Tav e ad altre infrastrutture vitali per il Veneto e tutto il Nord Italia. In un Vinitaly anche ieri affollato di politici alla questua di voti per le prossime elezioni europee, è arrivata la notizia che l'Ikea ha abbandonato il progetto di insediarsi a Verona. Troppi ritardi da parte dell'amministrazione comunale, troppi tira e molla, troppi paletti (la multinazionale svedese avrebbe dovuto anche sobbarcarsi la spesa di un palasport), fatto sta che si sono persi mille posti di lavoro e un indotto di 250 milioni. La Pippi Calzelunghe Segala brinderà con Bertucco ma molti veronesi, come dice il mio Gino, ostieranno perché per avere i mobili a basso costo dovranno continuare ad andare a Brescia o a Padova. Pur avendo rinunciato a Verona, l'Ikea sopravvivrà. Anche Verona senza l'Ikea sopravvivrà ma ha buttato malamente nelle sgaùie un'altra occasione per crescere. •

Silvino Gonzato
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