28 marzo 2020

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La Posta

25.03.2020

Erbe contro l'ansia
ma ne occorre una sporta

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Vado dal mio farmacista - scrive la Olga - che credo sia di origini altoatesine perché si chiama Blister. Mi trovo meglio con sua moglie, che io chiamo Blisterina, perché mi dà sempre dei buoni consigli. In farmacia ci sono dei grandi cartelli ornati di allegre infiorescenze di camomilla con su scritto "Rimedi per l'ansia quotidiana". Chi è che non soffre di ansia e paturnie varie in questi tempi orrendi di cui non si intravede la fine? Giustamente il Blister lo sa e reclamizza i prodotti del momento. Ne compro una sporta: tutti infusi di camomilla, tè verde, melissa, lavanda e valeriana che hanno proprietà sedative. Mi piace prepararmeli con calma e berli ancora bollenti perché, scaldandomi dentro, mi pare che mi facciano ancora meglio. Il mio Gino preferisce la grappa e, in effetti, devo dire che si mette a russare prima ancora di appoggiare la testa sul cuscino. Mentendo, mi dice che il medico, el dotór Bugànsa, gli ha ordinato due sgorlóni alla mattina, due a metà pomeriggio e tre alla sera prima di coricarsi. «La graspa la cópa el virus» gli avrebbe detto. Se fosse vero, Zaia invece di mascherine distribuirebbe bottiglie di grappa. La farmacia è una delle poche botteghe rimaste aperte dopo i nuovi provvedimenti per combattere il contagio. Sono chiuse anche parecchie di quelle che, in base al decreto "Cura Italia", dovrebbero tenere aperto, altre aprono solo la mattina. Siamo in piena anarchia. «Scagàsso» interpreta il mio Gino. È vero ma credo che, passata la buriana, molte saracinesche rimarranno abbassate. La Virginia, che vende mudande e reggipetti, potrebbe tenere aperto ma ha chiuso per mancanza di clienti e mi ha già detto che non riaprirà più. «Pago 'na barca de schei de afìto par non guadagnàr gnente. Ghe par giusto, Olga?». È impossibile rendersi conto di ciò che è giusto e di ciò che non lo è in questo marasma. Sotto la finestra passa el professor Scalcagnato in bicicletta con una damigianetta di vino sul carrello a rimorchio. «Professór - gli grido - dove vàlo che le scóle iè serà e, par de più, l'è fora zona?». «Ghe fago far un giro» mi risponde indicandomi la damigianetta. Ecco un altro dei tanti che ghe s'à scombinà el sarvèl in questi giorni di smarrimento collettivo. •

Silvino Gonzato
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