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La Posta

23.03.2020

El Tocatì in casa
per lenire la noia

La Posta della Olga
La Posta della Olga

È difficile, spesso penoso, restare chiusi in casa - scrive la Olga - ma dobbiamo farlo, non tanto perché c'è la proibizione di uscire, quanto perché possiamo ammalarci e, se lo siamo già, contagiare altri. Quegli irresponsabili che anche questo uichénd hanno in mente di riversarsi in massa sul lago o in Lessinia è meglio per loro, e per tutta la comunità, che capiscano che non lo possono fare, sennó questa orribile storia non finirà mai. Dubito che entri nelle loro suche questo elementare concetto e allora bisogna solo sperare che piova e tiri vento. Sto leggendo il manuale, appena uscito, del filosofo-psicologo-sociologo Strusa dal titolo "Come restare in casa senza sclerare". Dopo una premessa in cui scrive che, una volta passata la buriana, fonderà l'"Accademia degli sconnessi" perché ce ne saranno tanti, el professor Strusa elenca una serie di passatempi che potrebbero lenire la noia e l'angoscia delle nostre giornate da condannati ai domiciliari. «Consiglio - scrive - di tornare ai vecchi lavoretti di traforo per ritagliare dal compensato sagome di familiari o di animaletti e di inghiottire poi con un po' di acqua o vino la segatura che aiuta gli stitici ad andare di corpo. In alternativa potreste giocare a s-cianco, meglio se in sala da pranzo che è di norma il locale più ampio, e rispolverare tutti gli antichi giochi del Tocatì che, data l'emergenza, da giochi da strada diventeranno giochi da casa. Tra questi raccomando il "salta moléta che vegno" e il "ciupascóndi" (il nonno o la nonna ciùpano e gli altri si nascondono). Se volete sgranchirvi le gambe non c'è niente di meglio del "sércolo": prendete un cerchione di bicicletta e, tenendolo a bada con un bachéto, lo fate correre per tutta la casa. La stessa cosa si può fare con uno pneumatico smontato dalla vostra auto, che tanto adesso non vi serve». El professor Strusa, dopo aver confessato di giocare a pice per combattere l'insonnia, elenca passatempi specifici per i più piccoli che potrebbero, per esempio, bersagliare il nonno con palle di stoffa con dentro la segatura. In questi lunghi giorni in cui gli esperti ci inondano di consigli, quelli del professor Strusa non mi sembrano peggiori di molti altri. •

Silvino Gonzato
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