04 giugno 2020

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La Posta

01.04.2020

El Pétola, lavoratore in nero
aspetta il sussidio da Conte

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Finalmente - scrive la Olga - il mio Gino ha rivisto la Beresina. L'ha rivista dal frutaról dove l'avevo mandato a comprare un chilo di patate. Mi ha raccontato che aveva una mascherina leopardata, a forma di mutandina. «Te l'ha mandata Zaia?» le ha chiesto. «No - ha risposto la Beresina - È un regalo di Playboy». Dal frutaról il mio Gino ha incontrato anche il Tegolina, il disoccupato cronico del bareto il quale si è rammaricato che le misure di contenimento del contagio avessero chiuso anche il Dopolavoro Disoccupati dove andava talora per fare una ciàcola. «Èto trovà altri?». «Sì, el Marzio Pétola» mi ha risposto il mio Gino e mi ha raccontato che el Pétola, che in vita sua ha sempre lavorato in nero, era felice perché il premier Conte prevede un sussidio di 600 euro al mese anche per i facenti parte della categoria. Basterà compilare un modulo che si potrà scaricare da Internet nei prossimi giorni: «Il sottoscritto Marzio Pétola eccetera eccetera, in qualità di lavoratore in nero e quindi di evasore delle imposte previste dalla legge, chiede che gli venga riconosciuto il sussidio di cui in oggetto, possedendo tutti i requisiti per averne diritto». Il mio Gino mi ha comunque detto che el Pétola continua a lavorare in nero perché sta sbianchezàndo el bareto in vista della riapertura che il titolare, l'Oreste, si augura per metà giugno, sempre che per quella data il governo dia il via libera. «E no èto incontrà nessun altro?» ho chiesto al mio Gino. «Dal frutaról no - mi ha risposto - ma davanti a l'edicola ho visto el Molonara con la camìsa de fòrsa». «Pòro can, a 'sti passi?». «Sì, la clausura la g'à scombinà el sarvèl. Gh'era el Nane che el le tegnéa al guinsàlio». «E g'àlo 'na moiér 'sto Molonara?». «Sì, la Teresina, ma l'è andà fora de testa anca éla e adesso l'è ricoverà da qualche parte». Devo confessare che questa storia mi ha molto impressionato e intristito. Si sta aspettando il picco dei contagiati ma si sottovaluta che ci sarà anche il picco dei matti, vittime collaterali del coronavirus. Io e il mio Gino per ora teniamo botta anche se ci siamo scoperti dei tic nervosi che prima non avevamo. El me Gino, per esempio, el scórla i bràssi come le fa le galine quando le raspa par tèra co' le ale». •

Silvino Gonzato
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