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La Posta

27.04.2020

«El leca el gelato par strada
Mandè l’elicottero»

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Cari delatori e delatrici - scrive la Olga - potrei dirvi di farvi i fatti vostri ma devo distinguere. Col coronavirus che ancora impazza, seppur con minore baldanza, segnalare i comportamenti gravemente scorretti è un dovere civico. Ma io mi riferisco a quelle figure bieche che dal punto di osservazione di una finestra o di un balcone, con maniacale ostinazione, cercano il pelo nell'uovo denunciando anche infrazioni di scarso rilievo, del tutto comprensibili nel momento in cui si intravede la fine di una lunga detenzione che ci ha imbottiti d'ansia e d'angoscia. Sono persone un po' così, con la faccia un po' così, col cervello un po' così, sempre livorose e che anche prima del coronavirus facevano questo mestiere di torquemada del condominio, odiati e temuti, ma più spesso derisi come squallide macchiette. Vedono un veciòto o una veciòta seduti su una panchina e telefonano subito ai vigili. I veciòti e le veciòte hanno tutto il diritto di essere strachi. Hanno fatto una passeggiata e a un certo punto hanno sentito il bisogno di far riposare le gambe. Le panchine sono vietate da un'ordinanza del sindaco. D'accordo: vuole dire che se dopo aver fatto il giro del condominio, cosa che gli è consentita, ai veciòti ghe ciàpa la strachéssa, i deve sentàrse par tèra? Ma il delatore prende il telefono e, scandalizzato, denuncia. Un unico veciòto viene considerato alla stregua di un assembramento, il motivo per cui sono state interdette le panchine. Andare in gelateria a prendersi 'na baléta di gelato è consentito dalla nuova ordinanza regionale, previa ordinazione onlàin o telefonata perché non tutti hanno l'onlàin. Ma leccare la baléta di gelato per strada, anche se non c'è nessuno attorno, non si può, bisogna leccarla a casa, sempre che nel frattempo non si sia sciolta. Ed ecco il delatore che, sbigottito, telefona ai vigili o ai carabinieri: «Gh'è uno che magna el gelato in strada, mandè l'elicotero». I torquemada hanno plaudito a ogni rincrudimento delle restrizioni. Loro se ne stanno sempre in casa e magari vorrebbero che tutti gli altri lo facessero anche dopo che il governo avrà allentato un po' la presa. Hanno paura del virus ma soprattutto odiano chi, per necessità, vorrebbe poter uscire. •

Silvino Gonzato
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