19 agosto 2019

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La Posta

19.12.2018

Ecco chi rappresenta
il musso nel presepio

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Ho fatto il presepio - scrive la Olga - perché l’ho sempre fatto. Solo che da alcuni anni, nel farlo, oltre alla devozione ci metto una bella dose di rabbia. Cioè, quando deposito il Bambin Gesù sulla paglia della grotta tra Giuseppe e Maria (che non sono genitore A e genitore B, ma questo è un altro discorso) uso un po’ più dell’energia necessaria come a voler dire “Questo è il tuo posto e nessun ipocrita insegnante di scuola te lo potrà togliere“. L’altro giorno una maestra di Tuscania, “per non offendere la sensibilità degli alunni musulmani“, ha tolto da una canzoncina di Natale il nome Gesù sostituendolo con l’avverbio laggiù: «...è nato un bambino laggiù». Un bambino declassato ad avverbio. Due settimane fa una bambina di una scuola elementare del Veneziano ha impedito alle maestre di sfrattare Gesù da un canto natalizio svergognandole: come fanno gli adulti, ha raccolto le firme tra i compagni, musulmani compresi, e il Bambinello l’ha spuntata quasi all’unanimità. Ignoravano le maestre della scuola veneziana e l’altra degna collega di Tuscania che nella religione islamica Gesù, figlio di Maria, è comunque il profeta messaggero di Dio. L’anno scorso una maestra di una scuola di Pordenone aveva insegnato ai suoi alunni una canzoncina di Natale in cui il Bambin Gesù era diventato "Il bambino del Perù". Peccato che non sia stata spedita sulle Ande a pascolare i lama. «Èle quele bestie che ghe soméia ai camèi e che quando le se incassa le te spua adosso?» mi chiede il mio Gino. «Me par de sì» rispondo. Non capiscono queste maestrine del piffero, alle quali aggiungo tutti quei pavidi presidi che, anche a Verona, hanno tolto il crocifisso dalle aule, che comportamenti come i loro ottengono l’effetto contrario: invece di unire dividono, esasperando ancora di più il sentimento di intolleranza nei confronti di chi vorrebbero proteggere. È dunque anche contro le maestrine dei miei stivali ("de le me savàte" suona male ma renderebbe di più l’idea della considerazione che ho di loro) e i presidi codardi che io faccio il presepio, e rappresento le une e gli altri mettendoci anche il musso. •

Silvino Gonzato
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