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La Posta

27.02.2019

Ecco che cosa metteranno
nel museo di Giulietta

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Il sindaco Sboarina - scrive la Olga - ha annunciato con toni trionfalistici il via libera al piano di riordino e di gestione del Cortile e della Casa di Giuletta presentato dalla Mox Corporation sei anni fa. «Meio tardi che mai» ho detto al mio Gino che è per il "mai" perché secondo lui le cose dovevano restare come erano e come, se andrà bene, resteranno ancora per almeno sedici mesi considerato che, prima di cominciare i lavori, c'è da completare l'iter, cioè quella trafila burocratica che però non dura mai quanto preventivato. Ma finito l'iter, come ha detto Sboarina, «avremo un grande museo». Lo avrà la Mox Corporation, ma non stiamo a discutere sui dettagli. Chissà cossa i ghe méte rénto se Giulietta e Romeo non sono mai esistiti e se anche el balcón l'è farlòco. Il mio Gino, facendo finta di essere informato, mi fa l'elenco dei reperti che faranno restare a bocca aperta i visitatori del museo: «I ghe méte rénto l'unico tòco che è restà de la tréssa de Giulieta: la pónta co' la càpola parché Romeo a fòrsa de rampegàrghese insìma el l'à scaessà e i se l'à magnà i rati; pó i ghe méte rénto un botón del patalón de Romeo, un sandalo scalcagnà de frate Lorenzo, un rosegòto rusenìo de la spada de Mercuzio, el bocàl da nòte de Madona Montechi, un pél de Paride...». «Basta, férmete» dico al mio Gino e gli spiego che di tutte le cose che ha elencato vedremo semmai solo le copie poiché gli originali non sono mai esistiti. Bisogna però dare atto al sindaco che, come ha detto, con l'accordo per il Cortile e la Casa di Giuletta si è scritta «una nuova pagina di storia». Infatti la precedente l'aveva scritta Perrault con la "Bella addormentata nel bosco". Dopo anni buttati a decidere da che parte si entra e da che parte si esce, finalmente si è deciso che si entra e si esce come è avvenuto finora, cioè da via Cappello. Ci sarà anche una sala per "Sposami a Verona e lasciami a Ostiglia". Per vedere solo il cortile si pagheranno tre euro. Per visitare il museo se ne pagheranno dieci. Cifre ragionevoli se si pensa che a Gardaland, che è pure un luogo della fantasia, si paga più del triplo e che a Disneyland per vedere Paperino si paga il sestuplo. •

Silvino Gonzato
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