28 maggio 2020

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La Posta

29.03.2020

E per sentirci meno soli
salutiamo anche gli estranei

La Posta della Olga
La Posta della Olga

La paura e l'isolamento - scrive la Olga - ci hanno già cambiati. Nelle rare uscite che facciamo per andare a fare la spesa salutiamo anche le persone che non conosciamo o che conosciamo appena di vista. È un saluto da sotto la mascherina, a distanza, quasi da sopravvissuti. «Quel là ch'el va via de sgobatón no te pàrelo el marì de la Giustina?». «No - mi risponde il mio Gino - el ghe soméia ma no l'è mia lu». Stiamo comunque per salutarlo quando ci precede: «Bongiorno, sémo ne la stessa barca». Deve aver sentito il discorso del Papa di venerdì. «Bongiorno a lu». Il saluto dato e corrisposto rafforza lo spirito di comunità che condivide le stesse ansie. Ci fa sentire meno soli. «Salve!». Il saluto parte da una coppia di veciòti che non abbiamo mai visto prima. Lu el sòpega. «Bongiorno a voaltri». Il mio Gino sostiene che devono essere foresti. Oggi i foresti, data la limitazione degli spostamenti, sono quelli di un altro quartiere e allora si fanno congetture sul motivo per cui hanno sconfinato. Li si guarda quasi con ostilità. «Cosa viènli a far da 'ste parte?». «Quela però l'è la Virginia» dico al mio Gino indicando una donna di mezza età. «Bongiorno Virginia, fin che se se vede vol dir che sémo vivi». Lo dicevamo anche prima del virus ma ora non è più solo un modo di dire. Ci si conta. «Virginia, sèto qualcosa della Ernesta? Ò sentìo dir che l'è malà». «Ma el virus no'l centra - urla per farsi sentire - la g'à l'esaurimento nervoso parché de 'sti tempi no la pol védar l'amante». Ecco, mi dico, che anche la pràivasy l'è andà a fàrse ciavàr, se scuèrze i altarini sigàndo da una parte all'altra della strada. «Quel là ch'el va in prèssia - mi dice il mio Gino - l'è el fradèl del Momi. No l'ò mai saludà ma adesso el saludo. Bondì, come stàlo el Momi?». «No so ci el sia el Momi - risponde - ma spero che el staga ben». Lo scambio di persona ci sta quando ferve la smania del saluto. «Sìo la Olga e el Gino? Meno mal, i m'avéa dito che eri in rianimassión». La voce viene da dietro e ci voltiamo. «Ti lo conóssito?» chiedo al mio Gino che si sta toccando le balaustre. «No - mi risponde - ma par che lu el ne conóssa noaltri. Mèio no saludàrlo e far finta de gnente parché me sa che el porta sfiga». •

Silvino Gonzato
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