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La Posta

28.11.2018

E il kebabaro Mustafà
si converte in patataro

La Posta della Olga
La Posta della Olga

 Al bareto lo chiamano Mustafà Kebab ma il suo nome è Mustafà Kamal. È un marocchino integrato da almeno dieci anni, con moglie, figli e suocera a carico. Lo chiamano così perche è un kebabaro, un venditore di kebab, cioè di quella carne speziata che ruota in spiedi verticali nei baracchini o nei negozietti etnici ai quali il Comune fa la guerra mediante normative sempre più restrittive perché li ritiene sinonimo di degrado. Mustafà sa che nel soprannome che gli è stato affibbiato non ci sono né offesa né pregiudizio, tanto più che al bareto non c'è quasi avventore che venga chiamato col proprio nome anagrafico. Anzi, chi non ha un nomignolo vorrebbe averne uno perché è un segno di appartenenza, di inclusione. Da anni Mustafà, che ha un barachìn in periferia, sta chiedendo il permesso di spostarsi in centro dove c'è molto più giro ma gli viene negato perché i kebabari sono già troppi e i leghisti, che comandano, dicono che appestano strade e vicoli con le “spusse“ che emana la loro specialità. Sennonché, oltre al Comune, anche le circoscrizioni li vogliono sfrattare. Ultimamente Mustafà si è trasferito con il suo barachìn in zona stadio che sembrava una zona franca ma che non lo è più dopo che la Circoscrizione di quelle parti ha cominciato a lamentarsi. «Te tocarà tornàr in Maròco o cambiàr mestiér» gli dicono al bareto. E lui risponde che in Marocco c'è troppa concorrenza e che, comunque, per lui è una missione imporre ai veronesi il kebab che, con qualche accorgimento, magari servendolo con la pearà, potrebbe diventare un piatto della tradizione locale. Mustafà, per ingraziarsi i leghisti, non solo ha votato per Salvini ma si è anche iscritto al partito e porta il fazzoletto verde al collo. Finora la mossa non gli ha giovato e allora dopo che anche dallo stadio lo vogliono mandare via, sta pensando di aprire un chiosco di patatine la cui spussa sembra non dispiacere al Comune, visto che è una spussa locale, non etnica. Al Mustafà ghe se roèrsa el stomego dalla spussa quando, passeggiando in centro, si imbatte in un chiosco di patatine, ma sa che quella spussa se la dovrà far piacere se da kebabaro si convertirà in patataro.

Silvino Gonzato
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