23 settembre 2019

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La Posta

11.09.2019

E il grembiule di Nicholas
è finito in un cassetto

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Già nel maggio scorso - scrive la Olga - la Giacinta, convinta che quest'anno, come aveva detto Salvini in quei giorni, fosse ripristinato il grembiule scolastico, ne aveva confezionato uno per il nipotino Nicholas. Era andata a comprare la stoffa dall'Ortensia, che ha un negozio di scampoli, e si era messa di buona lena alla vecchia Singer a pedali. Incerta se farlo blu o nero perché mancavano ancora delle precise direttive, lo aveva fatto nero, pronta, se fosse stato necessario, a tingerlo di blu. Nicholas non voleva saperne del grembiule e la nonna per farglielo provare aveva dovuto dargli, di volta in volta delle mancette. Poi Salvini aveva provocato la crisi di governo, convinto che ci sarebbero state nuove elezioni e invece il Pd e i grillini, mettendosi insieme, gli hanno fatto le scarpe cosicché il grembiule di Nicholas è finito in un cassetto. Il nipotino della Giacinta oggi, come negli anni scorsi, andrà quindi a scuola in borghese e lo stesso faranno i suoi compagni. «Me despiàse - mi dice la Giacinta - parché col grembiàl no'l se sporcàa soto e so mama no la dovéa cambiarlo ogni giorno. Il grembiàl el scancelaà le difarènse sociali, el sarìa sta un simbolo de apartenènsa e del rispèto de le regole». Rispondo alla Giacinta che la capisco. «Mi andàa a scóla col grembialìn bianco» mi dice. «Anca mi - le rispondo - ma me mama la me metéa in testa 'na càpola rossa par contentàr me papà che l'era socialista. El grembialìn el me piaséa ma la càpola no parché ne la ricreassión i buteléti i me le desfàa e mi ghe restàa mal». Per il primo giorno di scuola Nicholas ha scelto una felpa con la scritta "Sono il più figo". «So mare l'è mata come lu - mi dice la Giacinta - e so pare in casa el conta come el du de cópe quando la briscola l'è denari. Mi g'ò dito al Nicholas che el sarà el più figo ma che l'unica cosa che conta a scóla l'è no èssar mussi». Le rispondo che i fiói ancó iè così mentre la nostra generazione aveva vergogna di tutto. «Ancó iè massa svéi - mi dice la Giacinta - ma no ne le robe che conta. Pensa che da grande el vol far el ràper». «L'è zà tanto che el g'àbia le idee ciàre» rispondo. «E mi ghe digo - mi fa la Giacinta - "Sì, te farè el ràper, te andarè a tór su le rave nei campi se no te cambi sarvèl"».

Silvino Gonzato
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