13 dicembre 2019

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La Posta

11.11.2019

E il Gino va in Fiera
col capèl da càuboy

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Non me lo vedo il mio Gino - scrive la Olga - fare il Giòn Uèin in groppa a un cavallo. Eppure sarebbe il suo sogno, che diventa ossessione a ogni Fieracavalli. «Gino - gli dico - te fè fadìga a montàr su la bicicleta, figùrete su un cavàl. E anca se i te ghe metésse insìma co' 'na gru, el cavàl no'l g'à mia el manubrio». Ieri mi ha detto che se lo ha fatto Salvini, potrebbe farlo anche lui. «A parte che Salvini el g'à un bel mùcio de ani manco de ti, - gli ho risposto - lu l'è sempre in campagna elettorale e te sè che quando te devi catàr su voti te monti altro che su un cavàl! Ti contèntete de montàr el cavàl de le braghe». Lo so che quando faccio capire al mio Gino che non ha più l'età per certe cose, lo mortifico e allora gli ho detto: «Métete el capèl da càuboy che tè crompà al banchéto dei cinesi e andémo in Fiera a védar el spetàcolo de l'Uèst». E così abbiamo fatto. Fatalità, appena entrati nel padiglione, abbiamo incontrato el ragionier Dolimàn e sua moglie Dolly Delfina. Lui aveva in testa il sombrero messicano che aveva comprato a Pelalòco quando c'era andato in gita col Dopolavoro ragionieri, mentre lei era vestita da Calamity Jane. «Si lasci guardare, lei mi pare proprio Jòn Uèin» ha detto la Dolly Delfina al mio Gino che non ha ancora imparato a distinguere il complimento dalla presa per il culo. Non sapendo come rispondere nell'eccitazione del momento, «Anca éla» ha detto. Durante lo spettacolo el ragionier Dolimàn mostrava di conoscere tutte figure del reining, il modo di cavalcare dei càuboy per condurre i bovini nelle praterie. Probabilmente diceva delle monate. «Questo è il pìrsing - diceva - e quest'altro è il bùling e adesso guardate che bello il farting». «E questo è il ciùping» ha detto il mio Gino che aveva buttato lì una parola a caso per dimostrare di sapere anche lui qualcosa. «Bravo, Giòn» si è complimentata la Dolly Delfina. El ragionier, visto che nessuno aveva il sombrero, ha insistito per scambiarlo col cappello del mio Gino che a malincuore ha accettato. «Si lasci guardare - gli ha detto la Dolly Delfina -. Lei mi pare Emiliano Zapata, nato e sputato». «Àla dito spuà?» mi ha chiesto il mio Gino che stavolta non l'aveva preso per un complimento.

Silvino Gonzato
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