20 giugno 2019

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La Posta

11.06.2019

E i pali del filobus
sostituiranno gli alberi

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Non se ne parla - scrive la Olga - ma quanti alberi verranno abbattuti lungo il percorso del filobus? «Un sporchésso» mi ha detto la Amabile. E ha aggiunto che dalle sue parti, cioè in borgo Venezia, verranno tagliati tutti gli alberi di via Zeviani e di via Pisano. «Vien a védar» mi ha detto, e io ci sono andata col mio Gino. La Amabile ha cominciato dal tabacàr di via Mondadori al quale stanno piantando un palo per il filobus davanti al negozio. Via Zeviani comincia un fiantìn più avanti ma l'Amabile ha voluto farmi vedere el buso dove i piantarà el pal. «Proprio qua?» ho chiesto. «Sì, e el tabacàr l'è contento parché così el pol zugàr a ciupascóndi». E la Amabile mi ha raccontato che el tabacàr ha ringraziato il capo dei pali il quale gli ha detto che se voleva glielo metteva anche dentro, davanti al bancón. L'Amabile mi ha poi mostrato gli alberi che, per far passare il filobus, perderanno l'ombra. «Questo - diceva - e st'altro e st'altro ancora. «Insomma tutti» le ho detto io. «Eh sì - mi ha risposto - parché oltre ai pali gh'è anca i fili e i cavi che i le tièn su. «Ma sìto sicura de quel che te dìsi parché el sarìa un spegasso, i pelarìa le strade come i ochi prima de métarli in ramìna». Mi ha detto che se gli alberi non faranno più ombra, non la faranno neanche più le insegne dei negozi o, almeno, di quelli che saranno costretti a chiudere a causa di un interminabile cantiere, e di quelli che, quando ci sarà il filobus, perderanno i clienti perché non ci sarà più la possibilità di parcheggiare. Ho risposto alla Amabile che io piuttosto di buttare giù gli alberi che rendono vivibili le strade, butterei giù il filobus che, per tutti i disagi che creerà, sarà una disgrazia, non una benedizione come dicono i nostri amministratori. «E mi farìa istésso» mi ha detto la Amabile. «Sabato scorso émo tirà su le firme ma pènsito che serva a calcòssa? E alora mi ghe dìgo a quei che g'à a cór i alberi e no vol vèdar sparìr le boteghe, rassegnève a védar le strade piene de pali e sensa più vita». Le ho detto che con tanti pali saranno felici i cani. «Se volì - ha detto a me e al mio Gino - ve fago védar altri alberi destinà a èssar taià. «Me basta così - ha risposto il mio Gino - La sarà 'na ecatrombe».

Silvino Gonzato
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