09 luglio 2020

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La Posta

26.03.2020

E di questi tempi alle mogli
tocca fare anche il barbiere

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Per la prima volta - scrive la Olga - ho tagliato i capelli al mio Gino. I barbieri sono chiusi per decreto e tocca alle mogli prendersi cura dei propri mariti anche se nel decreto non c'è scritto. «Gino - ho detto a mio marito - te me pari el psichiatra Andreoli, spèta che te dago 'na sforbezàda». E così l'ho fatto sedere su una carega, gli ho messo attorno al collo un asciugamani e ho cominciato a lavorare di forbici e pettine. Ci sarebbe voluta la macchinetta ma in casa non abbiamo neanche un tosaerba. «Èto finìo?» continuava a chiedermi. «Spèta - gli rispondevo - te gh'è ancora qualche penòto che vànsa fora». Per i peli del collo e per pareggiare le basette ho usato la lametta da barba. «Guàrdete al spèo» gli ho detto alla fine. Si è guardato ed è corso subito a cercare conforto nella bottiglia de graspa. «Par fortuna - mi ha detto - sémo serà su in casa e no pol védar nessuno come te m'è consà». Credo che la stessa cosa se la sentano dire tutte le altre mogli che in questi giorni si devono sostituire al figaro. Noialtre donne ci mettiamo amore in tutte le cose ma a volte non basta per avere la riconoscenza dei mariti. Devo però ammettere che il mio Gino è una persona mansueta come 'na pegoréta mentre altri mariti, privatidel bar e della possibilità di incontrarsi con gli amici, trattano male le mogli. Da un pontesèl del condominio di fronte ho visto volare in strada piatti e un par de ramine che hanno rugolato un bel tòco prima di fermarsi. «L'è el Toni Brusapaión - mi ha detto il mio Gino - L'è come un rangutàn in gàbia, penso che el ciòca anca la moiér». «La Pina, quela santa dòna?». «Apunto par questo el le ciòca» mi ha risposto il mio Gino. La convivenza forzata, magari in pochi metri, sta logorando le famiglie. La Elide mi ha detto che, finita l'emergenza, divorzierà dal suo Remigio. «Ma come! Se fin a l'altro giorno te m'è dito che l'è un ométo de oro?» le ho risposto. «Sì - mi ha detto - ma scomìnsio a èssar stufa de védarmelo tacà a le còtole». «Mètete le braghe» le ho detto. La Amalia ha mandato il marito a dormire in cantina. «E lu s'àlo dito?» le ho chiesto. «El gh'è andà volentieri parché co' l'ansia de 'sti giorni ò tacà a russàr più del solito». •

Silvino Gonzato
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