11 luglio 2020

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La Posta

01.06.2020

E con la «mobilità dolce»
biciclette più veloci delle auto

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Alla Corte Vècia sono tornate le conferenze dell'associazione «No ghe ne podémo più» - scrive la Olga - e stavolta si è dibattuto sulle polemiche, innescate dalla decisione del sindaco e di una parte della maggioranza, di estendere le zone 30 - provvedimento entrato in vigore ai primi di maggio - a decine di altre strade a ridosso del centro. Al tavolo dei conferenzieri c'erano, canonicamente mascherati e distanziati di un metro, il casinologo Cagnara, il ragionier Dolimàn, l'architetto Spegassi, un nano ciclista (distanziato di mezzo metro) e un'ànara muta. Il casinologo ha aperto la conferenza dicendo che con l'imposizione dei 30 all'ora le code nelle ore di punta dureranno quasi il doppio. «Più che di una mobilità dolce, come hanno chiamato questa trovata - ha spiegato - si può parlare di una mobilità dólsa, cioè insulsa, perché, essendo il traffico delle auto rimasto quello di prima del lockdàun, se lo si rallenta oltre i limiti ragionevoli, non si fa che imbugare le strade ancora di più». L'ànara muta, subito zittita dal nano ciclista entusiasta delle zone 30 e fautore addirittura delle zone 15, ha tentato inutilmente di prendere la parola per dirsi d'accordo col casinologo. Ha dimostrato comunque il suo assenso sbattendo le ali un paio di volte. Il ragionier Dolimàn, dopo aver detto che nelle intenzioni di Sboarina e del suo vice Zanotto, la mobilità dolce, da sempre vagheggiata dall'assessorina Pippi Calzelunghe, dovrebbe consentire a bici, monopattini e pedoni, di invadere in sicurezza le strade, ha avanzato la proposta di dirottare le auto sui marciapiedi. L'architetto Spegassi ha ravvisato nella proliferazione delle zone 30 la volontà da parte del sindaco e del fido Zanotto di dimostrare che bici, monopattini e pedoni vanno più forte delle auto e che quindi queste devono essere lasciate in garage o, meglio, portate al macero. Il nano ciclista si è detto d'accordo sul macero e, per mostrare la propria contentezza, ha fatto un giro acrobatico della sala con la sua biciclettina da ciclocross. Da ultimo il casinologo ha detto che, considerati i dissensi in seno alla stessa maggioranza sulle nuove zone 30 ritenute sperimentali, forse sarebbe meglio sperimentarne la soppressione.

Silvino Gonzato
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