23 agosto 2019

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La Posta

15.07.2019

Dov’erano il Bebo e la Flora
mentre cadevano gli alberi?

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Mi chiedo dove fossero ieri mattina, quando sono stati macellati i pini marittimi di via Fra Giocondo - scrive la Olga - gli attivisti della Lipu e tutti gli altri indignati cittadini che nei giorni scorsi si erano stretti attorno agli alberi condannati a morte. Mi chiedo dove fossero el Bebo Zanna Gialla che si era detto disposto a salire sul ramo più alto per difendere i nidi, e la pasionaria verde Flora Perlàr che aveva proclamato che si sarebbe incatenata a uno dei tronchi destinati alla sega elettrica. Poi ho saputo che el Bebo era al bareto a giocare a tresette mentre la Flora era in piscina a mostràr le culàte. Ecco dov'erano mentre i pini cadevano uno dopo l'altro per fare largo alla filovia. Commentando l'ignobile diserzione, el ragionier Dolimàn ha detto che ci sarebbe voluto il compianto Giorgio Bertani e che gli ambientalisti di adesso i sbàtola ma quando l'è ora de passàr ai fati i scapa come i pòri osèi dei pini marittimi dello Stadio al primo colpo di sega. La decimazione è avvenuta brutalmente senza aver prima trasferito i nidi sui platani della statale 11 come da più parti era stato chiesto all'Amt per scongiurare la strage degli implumi. I soli cittadini presenti sul luogo del massacro erano lì solo per prendere al volo le uova che cadevano dai rami e fàrse 'na fritaiéta e per fare incetta di uccellini neonati per il più crudele degli spiedi. E adesso toccherà alle altre centinaia di alberi che hanno la sfortuna di trovarsi sul percorso della filovia. Altre fritaiéte ed altri spiedini. Altra polenta e osèi. E dopo gli alberi toccherà all'antico palazzo di via San Paolo. A cadere non saranno gli uccelli ma gli infelici umani che al pianterreno, destinato a essere in parte abbattuto per far posto a un passaggio pedonale, hanno impiantato bottega. Anche lì la protesta sarà inutile, come dice il comitato "La filovia siamo noi" composto esclusivamente da gente che non abita lungo le strade interessate dal tracciato dell'avveniristico mezzo che mi ricorda gli anni della mia giovinezza, quando lo prendevo per andare a scuola e, di tanto in tanto, si fermava perché le tirache si staccavano dai fili. Quando il futuro mi ricorda il passato spendo volentieri una lacrima.

Silvino Gonzato
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