17 luglio 2019

Aree Tematiche

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La Posta

28.06.2019

Diario di una giornata
tra ventilatori e grande afa

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Già dal mattino presto, per difenderci dal caldo di cui era stato annunciato il picco - scrive la Olga - io e il mio Gino, come previsto, ci siamo trasferiti in cantina. Considerato che il pinguino che avevamo in casa, e che ci portavamo anche a letto, era stato stroncato da un colpo di calore, ci siamo portati giù il vecchio ventilatore azionato a manovella. Tutte le cantine erano già occupate dai legittimi proprietari tranne quella del Méscola in cui da tempo abitano abusivamente tre extracomunitari. El Méscola e la moglie, in virtù dello status di profughi, sono stati accolti a pagamento nella cantina del cavalier Marandèla e della moglie Maràndola. A noi si è invece associata la Lisetta che abbiamo ospitato volentieri perché, essendo rimasta sola dopo la recente scomparsa del marito, aveva paura delle moréciole. A mezzogiorno il geometra Pericòti è passato per avvisare che nella sua cantina c'erano 32 gradi all'ombra della damigiana ma che in quella del Sbatióvi ce n'erano 35 perché era la più affollata. La media di tutte le cantine è risultata essere di 33,2 gradi ma sarebbe salita nelle ore pomeridiane per cui l'Ettore e la Lavinia, presi dal panico, hanno salutato e sono tornati nel loro appartamento. «Cosa dìsito? Resistémo?» ho chiesto al mio Gino che stava girando la manovella del ventilatore. «Resistémo finché no ghe ne podarò più de menàr 'sta ostia» mi ha risposto móio negà dal sudór. Quando el cavalier Marandèla ha impissato el fógo par cózar le brisòle, la temperatura del suo garage ha toccato i 45 gradi per cui la media è salita a 38,3. A quel punto molti sono usciti in strada a ciapàr 'na bocà de aria affondando le scarpe nell'asfalto fuso. Alle 16 e 3 minuti la Marilena, moglie del Pericòti, donna solitamente pia e di irreprensibili costumi, è uscita nuda nel corridoio delle cantine e ha fatto la danza del ventre. «L'à ciapà un colpo de fresco» l'ha giustificata il marito. Per tutto il resto della giornata abbiamo ingannato il tempo dando la caccia alle moréciole. Dopo ogni cattura facevamo il giro delle cantine a mostrare la preda tenendola par la cóa. Alle una di notte abbiamo tutti lasciato le cantine per salire in casa, tranne gli extracomunitari che si facevano le canne. •

Silvino Gonzato
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