05 luglio 2020

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La Posta

24.03.2020

Che mondo troveremo
dopo la fine del contagio?

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Non si parla d'altro - scrive la Olga - e probabilmente è giusto così, ma se per un paio di ore al giorno, solo un paio di ore, una persona che come me, e tante altre, è chiusa in casa, volesse sentire parlare di qualcosa di diverso dai disastri che sta producendo il virus, cosa deve fare? Spegnere il televisore, d'accordo. E se non volesse spegnerlo e cercare qualche programma che tiri un po' su il morale, magari un filmetto di Ollio e Stanlio o "Colazione da Tiffany"? Ieri sera, smanettando sul telecomando, ho trovato quattro film horror, un film su un maniaco sessuale che segava le vittime dopo averle stuprate e un altro sull'invasione della Terra da parte di orribili mostri verdi proboscidati. «Andémo bèn, qua finémo tuti in manicomio» ho detto al mio Gino cui andavano bene anche i mostri verdi piuttosto della palla tentacolata del coronavirus che campeggia sullo sfondo di tanti programmi di informazione. «Èto fato caso - ho detto al mio Gino - che da quando è scominsià el contagio è sparìo tuto el resto? I profughi che i scàpa da la guèra in Siria, i giàssi che i se désfa ai Poli, l'Isis, l'assedio a Tripoli, la fame nel mondo». Neanche i terremoti ci preoccupano più di tanto. Ieri ci sono stati due bei scorlóni in Croazia, ma nei telegiornali la notizia è finita in fondo tra le "Varie dal mondo". Penso anche a Greta, ora che le scuole sono chiuse e non può più far scioperare gli studenti il venerdì, e alle sue marce globali di protesta che non può più organizzare contro Trump e gli altri che se ne infischiano del buco dell'ozono. Chissà che mondo troveremo quando sarà finito questo strazio. Mi telefona la Elide: «Par passàr el tempo - mi dice - sto lezéndo Scèspir». La cosa mi sorprende: «Ma come! No t'è mai lèto un libro in vita tua e te scomìnsi con Scèspir? Ghe capìssito qualcosa?». «No sta preocupàrte che qualcosa capìsso. No son mia ignorante come te credi». La Giacinta sta leggendo "Guerra e pace". «Sèto che l'è sta scrito da un russo?» mi dice. Ecco, il mondo che uscirà dal contagio sarà molto più istruito. Farà eccezione il mio Gino che legge solo la Gazzetta. Qualcuno dovrà pure restare quello che era prima perché un mondo popolato solo di letterati sarebbe una noia infinita. •

Silvino Gonzato
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