19 settembre 2020

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La Posta

06.08.2020

Ce la dovremo
vedere con
Padula e Carbonia

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Dopo aver scorso l'elenco delle ventisette città che, insieme alla nostra, si sono candidate a capitale italiana della cultura 2022 - scrive la Olga - el ragionier Dolimàn ha detto che non c'è gara, che vinceremo a mani basse, e ha intonato "Alè Verona, alè alè alè". In realtà io, dopo aver visto lo stesso elenco, sono rimasta un po' delusa, ò ransegnà el naso. Mi ero immaginata che saremmo stati in lizza con concorrenti culturalmente ben più muscolose di Carbonia, Padula, Sicli e Palma di Montechiaro, e mi sono chiesta se fosse falsa la pena di schierare l'artiglieria pesante nel presentare il pomposo programma quando sarebbe bastato uno schioppetto spara tappi. Poi, però, mi sono detta «Piàn, Olga, sulla carta sembra facile ma dovremo confrontarci anche con Castellammare di Stabia, Modica, Molfetta, Tropea (che non è solo la città delle séole rosse). Diciotto delle ventotto candidate sono del Sud e si sa che i governi hanno sempre indirizzato volentieri qualche "aiutino" da quelle parti. «Ministro, mi mandi avanti Padula». E il ministro manda avanti Padula. O magari favorisce Modica, la cittadina del cioccolato che negli Anni Sessanta ha avuto addirittura come sponsor il nostro Lionello Fiumi che l'ha definita «un'inaspettata meraviglia». Certo che, come dice il mio Gino, a farci fregare da Padula faremmo una figura da ciòdi con quel po' po' di monumenti che ci ritroviamo e con quel po' po' de ciàcole sul "Rinascimento" di Verona che ha accompagnato la presentazione del dossier. Però attenti perché nell'elenco ci sono anche Pisa, Bari, L'Aquila e Taranto, e con almeno tre di queste ci sarà scontro frontale. Pisa ha la torre pendente e Bari ha San Nicola che fa più miracoli de San Zen che ingiustamente è poco invocato. Fa specie che solo ventotto città e cittadine (Padula ha 5308 abitanti, come Dossobòn) abbiano presentato la candidatura. O le altre credono di non averne bisogno (neanche del milione che andrà alla vincitrice) o hanno snobbato il concorso ritenendolo non più importante de la corsa coi sacchi, come sostiene el Tegolina, el bastiàn contrario del bareto con cui non sono assolutamente d'accordo. •

Silvino Gonzato
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