12 novembre 2019

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La Posta

11.10.2019

Attenti ai cavaòci
C'è l'invasione

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Silvino Gonzato Era previsto - scrive la Olga - e succederà ancora. Due monopattini elettrici si sono scontrati sul marciapiedi, cioè dove, come stabilito dall'amministrazione Resoldor («Aaahhh come si respira con le trovate della Pippi e soci!»), non avrebbero dovuto circolare. Il mese scorso un automobilista ubriaco aveva tirato sotto il primo pattinatore dell'era sperimentale. Ovunque ci sono monopattini parcheggiati alla va te ciava con i loro manubri che sembrano ali di cavaòci (libellule par ci no màstega el nostro dialèto). Con lo sbarco di un nuovo noleggiante sono cinquecento i cavaòci che in teoria potrebbero scorazzare per la città con i loro ronzii ecologici. Il casinologo del bareto, Toni Cagnara, è allarmato. «Prevedo la giungla» ha detto al mio Gino. In un traffico già incasinato di suo, l'arrivo dei nuovi mezzi di locomozione era proprio quello che ci voleva. La commissione per le politiche giovanili, riunita l'altro ieri in Comune, ha ammesso che ci sono «alcune piccole criticità dovute a comportamenti poco virtuosi da parte di alcuni utenti». Per «piccole criticità» intendeva qualche piccolo scontro (scontrìn), qualche monapattinatore che sfreccia tra i pedoni sui marciapiedi e qualcun altro che parcheggia el cavaòci dove gli capita. I giovani sono per natura esuberanti e - anche se non tutti - se ne fregano delle regole, ammesso che le conoscano. Sdoganare i monopattini elettrici, come dice il casinologo Cagnara, «l'è sta 'na putanada». Io che la mattina sono sempre in centro, non vedo «comportamenti virtuosi» e se prima mi ritenevo al sicuro, adesso devo stare attenta che un cavaòci non mi venga nei sgarléti o non mi sfondi il tafanario. «Mètete el giubìn catarifrangente» mi dice il mio Gino ogni volta che esco di casa. «Ghe vorìa i paraurti» gli rispondo. L'architetto Spegassi sostiene che c'è anche un problema di arredo urbano perché vedere i cavaòci abbandonati per le vie del centro non è uno spettacolo decoroso. Insomma, peggio di così la sperimentazione non poteva partire, tanto più che i vigili, già impegnati su più fronti, non avevano bisogno di questa nuova gatta da pelare. Ma se a l'aministrassiòn Resoldòr ghe va ben così, no ne resta che métarne el cor in pace. •

Silvino Gonzato
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