11 dicembre 2019

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La Posta

27.11.2019

Anche il piccolo Nicholas
vuole diventare sardina

La Posta della Olga
La Posta della Olga

A Nicholas, el neodìn della Giacinta - scrive la Olga - hanno dato un tema in classe dal titolo "Quali sono le tue aspirazioni per il futuro?". E Nicholas ha scritto: «In futuro vorrei fare il politico perché, come dice mia zia Romilde che è sabalòta, i politici non fanno un'ostia e ciappano un fraco di schei, ma come prima cosa vorrei fare la sardina e gliel'ho detto a mio papà che però mi ha quasi dato un scufioto perché lui è con Salvini. Anche mia mamma non è contenta che io faccio la sardina e mi ha detto "Tasi vongola" e ci sono rimasto male, tanto che appena posso scappo da casa col mio amico Kevin che ha anche lui un papà della Lega che gli dà certi stramusoni che viene sempre a scuola con le rece rosse. Sono ancora troppo giovane per fare la sardina perché per fare le sardine bisogna essere almeno al liceo ma adesso che scendono in piazza anche a Verona mi ci infilo dentro con la sardina che ho disegnato a scuola nell'ora di religione e che ho fatto vedere di scondón a mia zia Romilde che mi ha detto di scancellarci i baffi perché sembrava un pesce gatto. Io amo molto mia zia Romilde, anche se sento dire dai miei genitori che alla sua età non dovrebbe avere tutti i morosi che ha, ma io me ne frego perché mi ha detto "Nicholas, te gh'è propio i oci da sardina" e questo vuol dire che pensa al mio futuro. L'altra sera mia mamma ha fatto le sardine fritte con la polenta e io non volevo mangiarle perché mio papà con la faccia da Salvini mi ha detto "Guarda come finiscono le sardine" ma a forza di scufioti ne ho mangiate due che però erano buone anche se mi si è piantata in gola una rescheta che mia zia Romilde mi ha tolto con la pinzetta delle sopraciglie. Adesso non vedo l'ora di andare al liceo per essere promosso sardina e combattere i poppulisti che non mi piacciono perché dicono molte monate come mio papà. Mio nonno, come mi ha detto mia zia Romilde, era una balena bianca ma allora la politica era dei magnaroni ed è stato arpionato come Moby Dick che ne ho letto solo due pagine perché era palloso. Però mi dispiace che mio nonno sia stato arpionato e gliel'ho detto il giorno dei morti quando con la mia famiglia sono andato al cimitero». •

Silvino Gonzato
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