16 ottobre 2019

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La Posta

08.10.2019

Anche el Bibo del bareto
ha la patente farlocca

La Posta della Olga
La Posta della Olga

A una persona maldestra nella guida - scrive la Olga - una volta si gridava dal finestrino: «Ma chi ti ha dato la patente?». Ci si riferiva all'esaminatore di manica larga. Era lui il colpevole. Da qualche tempo, da quando sono scoppiati gli scandali sulle patenti facili, la domanda invece è o dovrebbe essere: «Ma come hai avuto la patente?». Nel primo caso il candidato aveva fatto tutta la trafila per ottenere il documento. Si era iscritto a una scuola guida, aveva fatto la visita medica, aveva messo le crocette sul questionario al posto giusto e aveva superato l'esame di guida grazie a un esaminatore indulgente o svagato. Al candidato era insomma bastato non investire nessuno sulle strisce dopo aver ignorato il semaforo rosso, come invece è capitato alla mia amica Irma che aveva comunque ottenuto il foglio rosa per aver mostrato le tette all'esaminatore. Nel secondo caso, come è emerso dal nuovo scandalo, al candidato bastava pagare tra i duemila e i tremila euro a una banda di criminali che si occupava quasi di tutto. Niente scuola guida, niente visita medica ma un falso certificato che ne attestava il buon esito e crocette sui quiz suggerite attraverso sofisticatissimi stranfiéri elettronici forniti dalla ditta. Il mio Gino sospetta che anche el Bibo del bareto abbia ottenuto la patente così, perché dice che è andato all'esame di teoria con le réce piene de micro-òstreghe. «Sito diventà sordo tuto d'un colpo?» gli avrebbe chiesto il mio Gino. «No - gli avrebbe risposto el Bibo - son furbo». Adesso la banda è stata sgominata e le false patenti dovranno essere restituite ma chissà quanta gente circola nonostante abbia saltato l'esame di teoria e scambi i cartelli stradali per padelle colorate issate bizzarramente su dei pali. Infatti, dicono gli inquirenti, i casi accertati sono solo la punta di un iceberg. Vale a dire che sulle strade ci sono molti automobilisti con la patente farlocca. Riconoscerli è difficile perché anche chi ha la patente regolare si comporta spesso come se l'avesse vinta a una pesca di beneficenza. È quello che dico sempre alla mia amica Elide. «No, me la son sudà - mi risponde. - ma dopo tanto tempo i cartèi me i son desmentegà. Vago a usta». •

Silvino Gonzato
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