18 settembre 2019

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La Posta

18.02.2019

Abbiamo la Sanità migliore
ma paghiamo quasi tutto

La Posta della Olga
La Posta della Olga

L'associazione culturale "No ghe ne podémo più" ha tenuto alla Corte Vècia una conferenza dal titolo "Se la Sanità veneta è la migliore d'Italia, figuriamoci le altre". Al tavolo dei relatori, oltre al presidente ragionier Dolimàn, c’erano due casalinghe tra cui la sottoscritta che fa parte del direttivo, un dotór in pensión, un consumato rappresentante dei consumatori, un operaio col mal di denti e un boy scàut che non so cosa c'entrasse. Non c'era alcun politico perché i politici l'è mèio che i staga a la larga. El Dolimàn ha elencato tutte le magagne del modello veneto, tanto strombazzato (in sala c'era uno con un trombone a tiro) dalla Regione e poi si è aperto il dibattito. La Doris delle Matozze ha lamentato che per una visita oculistica in ospedale l'hanno messa in lista a luglio ma che se ci va a pagamento c'è posto subito. «Son quasi orba come 'n'a ténca - ha detto - e se spèto lùio me tocarà andàrghe col can par orbi del tuto. E alora no me resta che pagàr». «E mi, par el dotòr venalista, quel sora a le vene - ha detto la Elvira delle Golosine - dovarìa spetàr quatro mesi e intanto le me s-ciòpa». Il consumato rappresentante dei consumatori ha invitato a riflettere sul fatto che se te tiri fora i schèi non c'è lista d'attesa che tenga e che quindi la Sanità, al di là delle tasse che paghiamo, ci costa un òcio della testa. Dopo il minuto di riflessione durante il quale il tizio col trombone a tiro ha suonato "Maramao perché sei morto?", si è riaperto il dibattito. Il Marcello di borgo Milàn ha detto che, non essendo stato sostituito il suo medico di famiglia andato in pensione, è stato costretto a farsi visitare dal veterinario. «Prima de mi - ha raccontato - gh'era du cani, tri gati e 'na vaca che l'è sta rénto 'n'ora». Un tizio con la barba finta ha replicato che i medici di famiglia che vanno in pensione per vecchiaia e gli altri che ci andranno con quota cento saranno sostituiti dai medici di fattoria, i veterinari appunto. La Gigliola di San Michél si è lamentata che in farmacia ormai si paga tutto e che non sono mutuabili farmaci indispensabili per la qualità della vita. «Se questa l'è l'ecelènsa de la Sanità veneta» ha detto l'operaio col mal di denti, l'è mèio no malàrse mai».

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Silvino Gonzato
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