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Febbraio

03.02.2015

Mattarella? «Ci èlo?» Però «Ci stupirà»

La posta della Olga
La posta della Olga

«L'elezione di Mattarella a Capo dello Stato», scrive la Olga «è stata accolta al bareto con un quasi generale “Ci èlo?”. Solo i vèci, come il ragionier Dolimàn, il poeta Birbarelli, il cavalier del dopolavoro Osoppo e altri, dopo averlo visto in televisione e su “L'Arena”, si sono ricordati di qualche sua sbiadita presenza nelle tribune politiche in bianco e nero condotte da Jader Jacobelli, ai tempi di Rumor, Forlani, De Mita e Cossiga quando la divisa per tutti i politici, di centro, di destra o di sinistra, era la grisaglia e l'unica lingua era il politichese stretto che però aveva i suoi pregi nel senso che non si capiva un'ostrega di quello che dicevano mentre i politici di oggi, volendo parlare in modo comprensibile e democratico, i dise 'ma monada drìo l'altra».
«Erano i tempi in cui la politica, oltre a essere una professione, era anche un'arte esercitata da veri artisti (anca nel robàr ma adesso se roba più de alora e in modo maldestro, usando el pié de porco invese del sarvèl) che avevano una cultura superiore mentre da più di vent'anni abbiamo in parlamento più mussi di quanti se ne possano contare al nastro di partenza di cinquanta edizioni del palio di Terrossa».
«Mentre el bareto accoglieva Mattarella con un “Ci èlo?”, anche nelle varianti “Ci èlo ci?” e “Ci ghe dirli?”, i nostri giovani parlamentari veronesi di sinistra dimostravano invece di conoscerlo così bene da garantire che sarà un presidente che “ci stupirà” e che meglio non si sarebbe potuto scegliere perché l'uomo è di “altissimo profilo politico, morale e istituzionale”».
«Con altrettanta sicurezza i nostri giovani parlamentari di destra vedono in lui “il vecchio che avanza” come se il suo predecessore, Giorgio Napolitano, fosse stato eletto quando aveva ancora i denti da latte. In realtà - e questo par 'na vècia come mi che la podarìa èssar so mare l'è motivo de sconforto - il vocabolario politico di questi nostri giovani parlamentari è un breviario di frasi fatte che vanno bene per ogni occasione. Quello che conta è scimmiottare sempre il pensiero del capo del proprio partito, condizione necessaria per conservare la carega. Il mio Gino dice che Mattarella no'l ghe par un tipo da barzelete come Pertini».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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