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Febbraio

17.02.2015

La rivolta dei ciocolatari fa cambiare lo sponsor della maratona

La posta della Olga
La posta della Olga

«Per poco la protesta dei ciocolatari», scrive la Olga, «non è sfociata in rivolta come era successo a Parigi durante la Rivolussión francese (lo ha ricordato al mio Gino el cavalier del dopolavoro Osoppo, lo storico del bareto) quando i "chocolatiers" hanno imbrattato di cioccolato i muri dei palassi e hanno roersato tonnellate di cacao in polvere nelle fontane: non conoscendo la causa dell'imbrattamento ed equivocando sul colore della materia usata (è sempre l'Osoppo che lo dice), il poeta inglese Tom Camomills, che allora si trovava nella capitale francese, scrisse la famosa ode “A Parigi, dove la m... profuma di cioccolato”».
Confinati, dunque, con i loro bancheti in un posto sconto e scuro come il Cortile del Tribunale, i ciocolatari accorsi a Verona per la maratona di Giulietta e Romeo, lontani dalla folla e dal percorso dei maratoneti e, per di più, beffati dal fatto che lo sponsor della manifestazione, una catena di supermercati, distribuiva cioccolatini a tutti, riempiendo bocche e scarsèle, non sono riusciti a incassare che pochi euro a fronte dei 1.200 spesi per l'occupazione del suolo pubblico».
«Ostiando contro gli organizzatori, i ciocolatari hanno giurato che non metteranno più piede a Verona e, come ha riferito un testimone oculare, el Bole, agli avventori del bareto, hanno lanciato alcuni pesanti blocchi (definiti “quarèi” dal Bole) di cioccolato fondente contro l'assessór che, quando ormai stavano per sbaraccare tutto, era passato per chiedergli “Come èla andà, butèi?”, domanda che è stata ritenuta una evidente presa par el de drìo».
«A questo punto la protesta si sarebbe trasformata in aperta rivolta (anche el Bole, scambiato per il sindaco, è stato colpito al costato da un cunél di cioccolato da mezzo chilo e tremila calorie) se l'assessór, difendendosi il viso con le mani dal lancio sempre più fitto di raffinate ma dolorose specialità, non avesse placato gli animi promettendo che per l'anno prossimo avrebbe scelto per sponsor una ditta di profilattici, prodotto che più dei cioccolatini avrebbe reso l'idea di “Verona in love” che fa da cornice a tutte le altre manifestazioni del più sfrenato uichènd della città».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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