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Dicembre

22.12.2015

Tra amici e infiltrati
la Convention del sindaco

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Silvino Gonzato

«Da oggi in poi – scrive la Olga – Tosi non sarà più invidiato per le sue stravaganti giacche che, secondo il politologo Scoatìn dell’università di Cavaión, sono state uno dei motivi della sua espulsione dalla Lega. Ieri sera sono state vendute a un’asta benefica a favore della Pediatria dell’ospedale di borgo Roma. “Ghe andémo anca noaltri?” avevo proposto al mio Gino. “Andémoghe – mi aveva risposto – e si era messo la giacca color verderame con lo stemma del club delle Cóe Mole e le toppe viola sui gombi. “No, quela lì no – gli avevo detto – parché te la càvano e la mettono all’asta insieme a quelle del sindaco”. “Ma l’è quela più elegante che g’ò” mi aveva risposto. Insomma l’ha avuta vinta e, appena siamo entrati al “Leon d’oro”, uno dello staff di Tosi, come avevo previsto, lo ha accusato di furto ma per fortuna lo ha tirato fuori dalle pétole lo stesso sindaco che, pur a fatica, non ha riconosciuto la giacca come una delle sue».

«A fare da padrona di casa è stata la Bisinella, la senatrice morosa di Tosi che, almeno per quanto riguarda il guardaroba, lo ha messo in riga. La battitrice d’asta, Selvaggia Lucarelli, la conoscevo per averla vista dalla parrucchiera sulle pagine dei settimanali di gossip. Su ogni capo che sfilava indosso a vèci calciatori dell’Hellas, a cantanti e ad attori piovevano le offerte. Tosi si è ricomprato a 210 euro due paia di jeans contendendoli a Casali, l’assessore regionale che, eletto nella sua lista, non sta più dalla sua parte. “Cosa fàlo qua el Casali?” si chiedevano infatti i tosiani prima dell’asta. Ecco che cosa era venuto a fare: voleva entrare nelle braghe di Tosi. “Vol dir che gh’è un riavvicinamento” ha commentato il mio Gino. L’entusiasmo sarebbe arrivato alle stelle se non fosse che il soffitto era basso. Sembrava di essere a una Convènsion di Obama. C’era un interesse febbrile per vedere chi si sarebbe aggiudicato la giacca più brutta, quella azzurrina con una fantasia a reticolato da canile municipale, per l’occasione indossata da Jerry Calà. Alla fine, dopo una serie di lanci e rilanci, se l’è portata a casa l’assessór Toffali per 450 euro». «Sono andati all’asta anche i calséti da regby longhi fin ai zenòci che Tosi indossa quando fa giòghin con la Bisinella e il pigiama celestino con taschino col risvolto bianco che il sindaco si è messo una delle prime volte che ha dormito con la morosa. La Bisinella racconta che quando se lo è visto davanti con quel pigiama più adatto a Giacomino alla prima notte di collegio che non a uno sceriffo, si è messa a sganassare (il mio Gino dice che Tosi l’à trovà quela del formàio). La Bisinella racconta anche che quando, a uno dei primi appuntamenti, Tosi si è presentato con la camicia rosa (battuta all’asta per 60 euro) sotto un completo giallo aveva pensato seriamente di piantarlo. Ma cosa dovrei fare io col mio Gino quando viene a letto con la bareta co’ le reciàre? Il mio Gino no’l g’avea òci che per la Selvaggia che sperava facesse el striptìs o mettesse all’asta qualcosa. Gli ho detto che, essendo anche una opinionista televisiva, fa solo el striptìs delle opinioni. C’erano tutti i politici e i simpatizzanti del “Fare”, il movimento fondato da Tosi, ma anche tanti infiltrati di Paternoster che però erano venuti solo per le tartine».

Silvino Gonzato
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