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Aprile

10.04.2015

Pastorello scrive e Renzi non legge

La posta della Olga
La posta della Olga

«Il presidente della Provincia, Pastorello, - scrive la Olga - da ottobre, quando è stato eletto, manda ogni mattina una lettera a Renzi. A volte, se la mattina si è desmentegato qualcosa, ne manda una anche il pomeriggio. Si può dire che il capo del governo abbia ricevuto più lettere da Pastorello di quante non ne abbia scritte lui alla sua Agnese quando erano morosi. Sono tutte lettere di protesta perché il governo, taia de qua, taia de là, ha ridotto la Provincia a la canna del gas. Ormai, quando vede una lettera di Pastorello, Renzi non la apre neanche più, come faccio io con quelle della pubblicità, e la butta nelle sgaùie. Il professor Scalcagnato ha dato un tema in classe dal titolo “Quanto spenderà la Provincia per i bolli di Pastorello, e se ne facesse de manco non ci sarebbero più schei in cassa da spendere sul territorio?”».
«Ma no se pol gnanca dir che el Pastorello el g'abia torto perché ogni volta che Renzi annuncia che non taglierà le tasse (ultimamente lo fa dire al ministro Padoan perché comincia ad avere vergogna), el tàia i trasferimenti a Regioni, Province e Comuni che, a loro volta, si rivalgono su noaltri mettendoci sul gropón altre gabelle. Renzi el zuga sporco, ma no l'è che quei prima de lu i àbia zugato pulito. Il Codacons denuncia che negli ultimi vent'anni i tributi locali sono aumentati del 277 per cento e che l'anno scorso ogni famiglia ha versato alle Regioni, alle Province e ai Comuni una media di 4362 euro. Fa presto il governo a dire che non aumenta le tasse se poi ce le fa pagare sotto forma di tributi agli enti locali».
«”Il governo ci prende tutti per mona” dice il mio Gino “ma no l'è che podémo scrìvarghe 'na letera al giorno come Pastorello. Fémo finta de èssar mona e basta, anca se gh'è el pericolo che, a forsa de far finta, ghe diventémo sul serio”. Ma gli enti locali non sono da meno del governo perché coi nostri schei non migliorano i servizi ma si autofinanziano gli sprechi e le magnarìe. Guarda la Sanità. Da vint'ani a 'sta parte semo andà indrìo cul invese che avanti. Più paghemo e più andémo indrìo cul. Ormai ne manca solo i specéti retrovisori».

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Silvino Gonzato
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