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Aprile

04.04.2015

Nei campi del Vacamòra con Hans e la Brigitte

La posta della Olga
La posta della Olga

«Sono arrivati Hans e la Brigitte, gli amici di Innsbruck», scrive la Olga. «Vogliono che io e il mio Gino li portiamo a vedere la mafia che si infiltra in Comune e sono rimasti delusi quando gli abbiamo detto che per tutto l'uichènd gli uffici rimarranno chiusi e che il sindaco è impegnato in campagna elettorale. La Brigitte mi ha portato un sestìn de ovi tirolesi. Volevo sgussàrne subito uno ma mi ha detto che sono ovi da coàr, no da magnàr. Il mio Gino mi ha guardato con fare interrogativo che voleva dire “I cóito ti?” ma io, guardandolo con fare imperativo, gli ho fatto capire che sarebbe toccato a lui».
«La Brigitte mi ha detto che i mafiosi s'intrufolano anche a Innsbruck, soprattutto nelle birrerie e che ne escono imbriaghi. “Der ganzen Welt in, tutto il mondo è paese” mi ha detto. “Solo che il vostro è più paese degli altri”. A Pasqua siamo ospiti, insieme a Hans e alla Brigitte, in campagna dal Vacamòra dove resteremo anche il giorno di Pasquetta perché sua moiér, la Bruna Razza Alpina, ci ha preparato le camere sopra la stalla. I Vacamòra, pare, mare e i fiói Bifo e Olco, sono tutti leghisti ex tosiani e adesso salviniani ma non si parlerà di politica. Per due giorni ce ne staremo in pace, anche se so che Hans vorrà saperne di più sulla mafia a Verona e ci farà molte domande a cui risponderemo quello che sappiamo e cioè che qui i mafiosi si riuniscono nelle osterie e che preoccupa il fatto che ne vengano aperte sempre di nuove».
«La Brigitte mi ha chiesto notizie del famoso filobus tecnicamente all'avanguardia che l'ultima volta che è venuta col suo Hans, quattro anni fa, avrebbe dovuto entrare in funzione dopo qualche mese. Voleva fotografarlo e magari farci un giro. Le ho risposto che è tutto pronto e che mancano solo i dettagli, cioè il filobus e la definizione del tracciato che cambia ogni altro giorno. Finché noaltre dòne preparavamo le cose per il picnic nei campi del Vacamòra, il mio Gino e Hans sono andati al bareto. Hans ha perso el capèl tirolese giocando alla morra cinese. Il mio Gino lo aveva avvertito che il cinese Tan detto Tano è uno che bara. “Un mafioso?” gli aveva chiesto Hans. “Mafia cinese” aveva risposto il mio Gino, ma Hans ha voluto giocare lo stesso».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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